Varese, il Premio Furia 2025 alla virologa e divulgatrice scientifica Ilaria Capua

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Ilaria Capua nella foto di Isabella Balena

VARESE – Il premio “Ecologia città di Varese”, che porta il nome di Salvatore Furia, verrà assegnato quest’anno alla virologa e divulgatrice scientifica Ilaria Capua, ideatrice del paradigma Salute Circolare. L’annuncio oggi, lunedì 10 novembre, in occasione della presentazione dell’edizione 2025 (qui sotto il video). Come accaduto con Michelangelo Pistoletto la scelta è stata dunque quella di premiare una personalità non espressione diretta del campo di studi dell’ambiente, ma la cui attività è in grado comunque di abbracciare in pieno il tema al centro del premio.

Salute circolare

«Siamo tutti vasi comunicanti, immersi in egual modo nell’ambiente e legati ad esso, interamente dipendenti da quello che mangiamo, beviamo, respiriamo e dalle altre creature che vivono sulla Terra. Non solo: la nostra salute e quella del sistema pianeta dipende dai nostri comportamenti». È questa la visione che Ilaria Capua definisce Salute Circolare, un approccio che, a partire dal campo della medicina e dall’approccio One Health, abbraccia le questioni globali del nostro tempo, intrecciando la salute dei singoli alla cura di quel teatro che è anche attore di ogni cambiamento: l’ambiente. È proprio per l’impegno nella ricerca e disseminazione di questa concezione inclusiva di salute che Ilaria Capua riceverà il prossimo venerdì 5 dicembre al Salone Estense il premio “Ecologia città di Varese – edizione 2025”, riconoscimento dedicato a Salvatore Furia e attribuito ogni anno a figure che si sono distinte nell’ambito della divulgazione in tema di tutela ambientale e di ecologia.

Chi è Ilaria Capua

Ilaria Capua è oggi senior fellow of Global health e courtesy professor presso la Johns Hopkins University – Sais Europe a Bologna, ed è nota per i suoi studi dedicati alle malattie del mondo animale trasmissibili anche alla specie umana, come l’aviaria, la malattia di Newcastle e la rabbia. Questo campo di studi l’ha condotta a confrontarsi con i principi teorici dell’approccio One Health, una visione preventiva della salute oggi sempre più diffusa, in cui il benessere delle persone è parte di una rete che interconnette salute umana, animale e ambientale. Direttrice emerita del One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, a partire dal 2017 Ilaria Capua ha proposto un ampliamento di questa concezione, integrando gli interessi medici dell’approccio One Health con un paradigma che affronta la tutela della salute come parte di un sistema complesso che include, oltre ai tre pilastri della salute umana, animale e ambientale, la protezione dell’intero pianeta come sistema unitario in continuo mutamento. La salute di un singolo elemento non può esistere senza la salute del tutto, nel rispetto delle continue trasformazioni che caratterizzano la vita, la società, gli ecosistemi.

Nel ricordo di Furia

La salute circolare apre così un campo di ricerca che mette in dialogo medici, biologi, chimici, climatologi, giuristi e scienziati sociali, anche grazie alle nuove tecnologie informatiche di gestione dei big data, come l’intelligenza artificiale. Una prospettiva ampia e unitaria che ricorda da vicino l’opera di Salvatore Furia, capace di includere nella propria missione divulgativa ed educativa settori apparentemente separati, riconoscendo a ciascun sapere un impatto per il benessere complessivo della comunità. Furia fu infatti meteorologo, astronomo, poeta, conservatore della natura, divulgatore, educatore, promotore di battaglie ecologiche, fondatore del Centro Geofisico Prealpino e della Cittadella delle Scienze del Campo dei Fiori di Varese. Anche per Ilaria Capua la salute circolare non è un discorso esclusivo riservato ai tecnici; negli ultimi anni, la scienziata si è infatti impegnata in una costante azione di divulgazione di questo nuovo approccio, intervenendo nel dibattito pubblico in veste di autrice, conferenziera ed editorialista per diverse testate.

Percorsi comuni

Tra le iniziative di Salute Circolare il progetto weTree ideato dopo la pandemia che si occupa di mettere a dimora alberi nelle città, dedicando ciascuno di questi a una donna di rilievo per la comunità: il progetto è nato da un incontro tra iniziative femminili di responsabilità verso la sostenibilità e le pari opportunità, nel desiderio di dare nuovo respiro al mondo post pandemia, stimolando una consapevolezza ambientale in prospettiva circolare. «Il premio accosta la memoria di Salvatore Furia, con la sua visione ecologista della scienza, alla personalità di Ilaria Capua, con la sua idea integrale di Salute Circolare, due figure che contribuiscono a rinnovare un senso di responsabilità collettivo e di cura verso quella che, per usare le parole della Laudato si’ di Papa Francesco fatte proprie dalla premiata, è la nostra casa comune – commenta Nicoletta San Martino, assessora alla tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare – ad accomunare i loro percorsi è la capacità di trasmettere il sapere scientifico orientandolo a favore del benessere generale, riconoscendo nell’ambiente un insieme di connessioni imprescindibili le une dalle altre, fino a includervi i nostri comportamenti e le nostre dinamiche economiche e sociali, restituendo un’immagine del mondo come unico sistema organico che dobbiamo imparare a osservare, conoscere, preservare, condividere».

La cerimonia

La cerimonia si terrà il 5 dicembre in Salone Estense alle 17.30. L’ingresso è libero. La serata ospiterà anche l’annuncio del vincitore e la consegna del premio “Mario Pavan”, intitolato all’entomologo che fu anche ministro dell’ambiente, assegnato alla tesi di dottorato di un giovane ricercatore in materie scientifiche con focus sulla sostenibilità. Quest’anno l’evento sarà accompagnato dalle sonorità del Placard Wind Quintet, che eseguirà un adattamento per strumenti a fiato di brani tratti da Mother Earth’s Plantasia di Mort Garson, album ideato nel 1976 per accompagnare la crescita delle piante. Organizzazione a cura di Comune di Varese, Società Astronomica Schiaparelli, European Commission – Jrc Ispra, Università degli Studi dell’Insubria, Arpa Lombardia.

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