LEGNANO – Uno straordinario patrimonio sociale, culturale e formativo: è la Giornata dello Studente organizzata dalla Fondazione Famiglia Legnanese che oggi, domenica 16 novembre, si è rinnovata per la 39.a edizione al Teatro Tirinnanzi (nelle foto, alcuni momenti della Giornata). A rendere l’appuntamento un’eccellenza del territorio non sono solo i numeri, già di per sé strabilianti: ben 160 borse di studio donate, alcune di nuova istituzione, molte in memoria di professionisti imprenditori amministratori o persone care scomparse. A offrirle ad altrettanti studenti universitari e delle scuole superiori sono stati in 96 fra enti, imprese e privati che, con i 205.000 euro erogati quest’anno, hanno portato l’iniziativa a superare la soglia degli 8 milioni di euro dal suo esordio.
Un partecipato rito collettivo di condivisione

La Giornata, però, è anche altro delle mere cifre. Perché pone in evidenza, come meglio non si potrebbe, che cosa si può fare mettendo insieme tutti gli attori di un tessuto civico ricco e articolato come quello legnanese, motore di intraprendenza e generosità in tanti campi. Una felice comunanza di intenti che non è sfuggita a uno degli intervenuti sul palco del teatro con il presidente della Fondazione Giuseppe Colombo, il sindaco, il prevosto monsignor Angelo Cairati, il responsabile dell’area Milano provincia Ovest di Bpm Dante Barone e – in video – Umberto Ambrosoli, presidente della Fondazione Banca Popolare di Milano (che unisce il proprio contributo a quello della Fondazione Gatta Trinchieri). È stato Salvatore Forte, presidente della Fondazione comunitaria Ticino Olona, a rimarcare come la Giornata dello Studente renda visibile ogni anno «di che cosa è capace un territorio sul piano del welfare quando gli enti del terzo settore, il privato profit e il privato no profit uniscono le loro forze e risorse», sollecitando gli stessi a replicare questa proficua collaborazione su altri fronti.
La forza di un territorio unito

Tema della Giornata di quest’anno era “La curiosità cambia il mondo”. Quella curiosità che, come sottolineato da diversi relatori, muove alla ricerca, alla scoperta, alla motivazione ma che – come ha osservato Lorenzo Radice – trae la sua origine etimologica dalla parola “cura”: la costante tensione verso il “nuovo” che è anche prenderlo a cuore e ricavarne il meglio. Un desiderio di conoscenza e di condivisione che da Legnano è arrivato fino al cuore dell’Africa, con quel ponte ideale gettato dal gemellaggio con la città camerunense di Ebolowa, per cui è alle porte una nuova visita di una delegazione nelle istituzioni scolastiche e universitarie del Legnanese. Per conoscere, appunto, e crescere.
Chi ha avuto, per una volta, l’opportunità di assistere alla Giornata dello Studente non dalla platea o in galleria ma laddove l’evento si realizza, sul palco, ha potuto cogliere e quasi toccare con mano l’orgoglio dei donatori, l’emozione della lunga fila di giovani dietro le quinte in attesa del proprio turno nella cerimonia di consegna, il clima di condivisione ed empatia che si crea fra tutti coloro che vi prendono parte, e che sono espressione di Legnano e del suo territorio ma anche di altre zone del Milanese, del Varesotto e della Brianza. Quel territorio che coniuga operosità e generosità cercando di contribuire in più modi a quell’“incivilimento” indicato quasi due secoli fa da Carlo Cattaneo e di cui la parte migliore delle nuove generazioni sarà puntuale protagonista. E nulla ha potuto incidere sulla riuscita la rinuncia all’immediata messa a dimora di un albero, a suggello della giornata, nel Parco Falcone Borsellino come avviene solitamente. Sarà per il 2026.
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