LEGNANO – «Questa mattina ho ricevuto l’ennesima segnalazione sullo stato di degrado del Cimitero Parco. Nel settore 4 del campo San Marco è visibile che fine hanno fatto le lapidi delle persone mancate quest’anno: buttate in terra, tra foglie, carte, plastica. Uno scempio». Così la consigliera leghista legnanese Daniela Laffusa sulle condizioni di alcuni settori del camposanto alla periferia della città (nella foto), già oggetto nell’ultimo consiglio comunale di numerose interrogazioni delle minoranze e di un lungo confronto con l’amministrazione Radice, nella persona dell’assessore alla “quotidianità” e ai servizi cimiteriali Monica Berna Nasca. Questa in sostanza ha attribuito buona parte dei problemi nella gestione del campo alla vecchia ditta appaltatrice del servizio: il subentro della nuova, secondo quanto spiegato dall’assessore, dovrebbe portare a un cambio di passo e a un deciso miglioramento della situazione.
Laffusa: «Ignorati gli appelli a risolvere la situazione»
«Immaginate – riprende Laffusa – una persona che viene a trovare i suoi cari e vede la lapide buttata così: come si deve sentire? È davvero una vergogna. Se non è la pietas o il senso del dovere che spinge i nostri amministratori a mettere mano al Cimitero Parco, che sia almeno la vergogna a farli muovere per mettere davvero questo luogo sacro in condizione di essere vissuto in maniera serena da chi ha perso un familiare o una persona cara. Smettetela di fare lo scaricabarile – sbotta la consigliera ed ex assessore della Lega – con la vecchia società che non combinava niente, il nuovo bando e la nuova società che è di Lecce, a 1.000 km da qui, e che ha preso servizio il 1° aprile di quest’anno, quindi già da sei mesi, e la situazione non è cambiata.
«A nulla sono serviti gli appelli dei cittadini che abbiamo portato in consiglio comunale – conclude la consigliera leghista – Mi chiedo: ma la nostra amministrazione comunale la voce grossa è capace di farla soltanto con noi consiglieri di opposizione in consiglio comunale, mentre non è capace di farsi rispettare con chi prende fior di soldi per gli incarichi che gli vengono affidati? Così non può andare avanti».
Volontari Avis a Legnano da tutta la Lombardia nel nome di Cristina Rossi
