Ostetrica a domicilio anche a Legnano, sì del consiglio comunale a proposta della maggioranza

nascite

LEGNANO – Il Comune di Legnano chiederà di estendere anche nel suo territorio la sperimentazione regionale del servizio di ostetrica a domicilio. È il risultato del voto nel consiglio comunale di martedì 18 novembre a un ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare Insieme per Legnano-Legnano popolare, sostenuto da tutta la maggioranza e illustrato dalla consigliera Pd Aurora De Lea (neo mamma).

Lo scorso agosto la giunta regionale ha avviato l’attuazione di un progetto nato su proposta del Pd e finanziato con 500.000 euro, che prevede la visita di una operatrice almeno un paio di volte nel corso delle prime settimane alle donne che hanno da poco partorito. L’iniziativa è mirata a consigliare, indirizzare, supportare la madre nella cura del bambino e anche a valutare eventuali problemi, compreso il manifestarsi di depressione post partum, che colpisce in Lombardia il 10% delle donne in gravidanza o post gravidanza.

Sperimentazione avviata dalla Regione

La fase sperimentale ha una durata iniziale di dodici mesi e coinvolgerà i territori di Pavia, Como, Varese, Bergamo e della Valcamonica. Come tutor per la formazione e il supporto metodologico sono stati scelti gli Spedali Civili di Brescia, l’ospedale Fatebenefratelli Sacco e il Policlinico di Milano. Il servizio prevede una prima visita ostetrica domiciliare entro sette giorni dalla dimissione per i casi con priorità bassa ed entro 3–5 giorni per priorità medio-alta. Ulteriori visite e consulenze specialistiche saranno disposte su indicazione dell’équipe ostetrica.

Con il suo ordine del giorno, la maggioranza di centrosinistra che amministra Legnano chiede di estendere tale servizio alla città, che rientra nel territorio dell’Asst Ovest Milanese, «garantendo equità di accesso e omogeneità territoriale del servizio». Tra l’altro, l’ospedale cittadino sta registrando da alcuni anni un boom di nascite, in controtendenza con il calo costante a livello nazionale.

Opposizioni divise sul voto

Nel dibattito in aula sull’odg, il centrodestra (ma non la Lega) si è mostrato critico. Il consigliere Letterio Munafò (Forza Italia) lo ha tacciato di «strumentalizzazione», sottolineando che i territori scelti dalla Regione per la sperimentazione dell’ostetrica a domicilio «sono lontani da ospedali, mentre qui non c’è questa necessità per la presenza di un ospedale di eccellenza come quello cittadino». Anche per Stefano Carvelli (Fratelli d’Italia) «non c’è una necessità impellente, perché ci sono già servizi, come i consultori familiari, per l’accompagnamento dei neo genitori. Inoltre è un tema in carico ad altri soggetti istituzionali, in questo caso la Regione».

Il sindaco Radice è intervenuto per negare «ogni intento polemico. L’idea – ha sottolineato – non comporta grandi cifre, penso che un piccolo sforzo si possa fare per una iniziativa meritoria, che darebbe anche prestigio alla Regione».

L’ordine del giorno è stato votato a favore, oltre che dai gruppi di maggioranza, dai consiglieri di opposizione Federico Amadei e Franco Brumana; astenute Lega e Lista Toia Sindaco; contrarie Fi e Fdi.

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