Il WWF Insubria è stato informato e coinvolto in merito all’importanza dell’area della Moriggia, nel Comune di Gallarate, ove è presente una zona umida che ospita una popolazione di Pelobate fosco insubrico. Si tratta di uno dei più rari anfibi italiani, endemico della pianura Padana: grazie a due progetti promossi dal Parco naturale lombardo della Valle del Ticino, ha potuto beneficiare di interventi di riqualificazione dell’habitat e di campagne di monitoraggio e ripopolamento.
Dal sito ufficiale dell’Ente abbiamo estratto le informazioni a seguire:
L’area è non lontana dal sito Natura 2000 ZSC IT2010011 “Paludi di Arsago”, dove sono presenti le popolazioni più numerose di questo rospo, oltre che di molti altri anfibi.
Il Parco da anni è impegnato in diversi monitoraggi su questa specie che sono stati propedeutici per avviare dei piani di gestione adeguati. Nonostante la presenza in alcune aree del Parco fosse nota da tempo, le informazioni sui numeri reali di queste popolazioni erano carenti e datate. In questo contesto si colloca lo studio effettuato durante il 2012 nell’area delle Paludi di Arsago (“Gli anfibi del SIC “Paludi di Arsago” e la sua importanza per la conservazione del Pelobate fosco – Pelobates fuscus in Italia”), con l’obiettivo di analizzare la comunità di anfibi presenti e valutare lo stato di conservazione del Pelobate fosco. Dai risultati di questa indagine è emerso come quest’area sia la più importante d’Italia per questa specie (anzi del mondo… visto che si tratta di un endemismo), sia dal punto di vista dell’alto numero di popolazioni in buona salute, sia per l’elevata densità degli individui riscontrati nell’area, facendo capire la straordinaria importanza che rivestono queste zone umide dal punto di vista conservazionistico.
Aggiungendo a questi dati le informazioni sulle attività svolte sull’area della Moriggia e a seguito di un confronto con i tecnici del Parco abbiamo preso atto che la realizzazione urbanistica in corso, per come attualmente pensata, non impatta sul bosco e sull’area umida e non sembra quindi poter determinare effetti negativi su questo anfibio.
Il WWF manifesta quindi pieno apprezzamento per i progetti portati avanti dall’Ente Parco e ritiene importante sostenerne le attività da parte dei cittadini; così come è fondamentale che questi prestino attenzione alle scelte urbanistiche e infrastrutturali proposte dai vari enti territoriali, sottolineando tuttavia, come un intervento tempestivo, fin dalle prime fasi di progettazione, possa essere più efficace per riorientare scelte ritenute non opportune, partecipando e adoperandosi per quanto è possibile per il bene dell’area protetta, della natura e la qualità dell’ambiente e quindi della qualità della vita.
La nostra Associazione ha nelle sue finalità la conservazione e la tutela delle aree naturali ed è pienamente consapevole del fatto che i Parchi Regionali, per tanti motivi, non vivono una vita tranquilla e piena di risorse. Invita quindi i cittadini a sostenere sia l’azione dei Parchi che la nostra: il WWF non è disponibile ad avvallare tagli, interventi urbanistici e viabilistici contrari alla conservazione come la ventilata (e temiamo arriverà) Variante del Sempione, che metterebbe in discussione un’ampia area boschiva, in nome di modelli obsoleti mobilità.
Servono consapevolezza e condivisione per giungere a un sospirato “consumo del suolo zero”. Servono soprattutto competenze, passione e tempestività per influenzare le scelte urbanistiche e infrastrutturali, partecipando alla vita pubblica di Comuni, Provincie e Regione.
Citare il WWF quando le reti di cantiere sono collocate, tutta la progettazione completata, le autorizzazioni ottenute, lascerebbe spazio – eventualmente – solo a soluzioni legali, non sempre fattibili e dall’esito incerto, distraendo le poche risorse umane ed economiche a disposizione.
Meglio prevenire, molto meglio.
WWF OA INSUBRIA
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