VARESE – Per il Pd devono andare espressamente ai Comuni, per la Lega invece in assegni di frontiera per i lavoratori che scelgono di non emigrare in Svizzera. Tiene ancora banco nel dibattito politico locale la questione dei ristorni, dopo che la Confederazione Elvetica ha comunicato che l’ammontare è di 129 milioni, 40 in più rispetto alla quota fissa di 89 stabilita dalla legge del 2023. Cosa fare di questo tesoretto? Sul tema si sono espressi, in occasione dell’incontro con Aime, il senatore dem Alfieri e il deputato leghista Candiani (qui sotto il video).
Pd: «Soldi ai Comuni»
Della legge di ratifica dell’accordo tra Italia e Svizzera Alessandro Alfieri era stato il relatore due anni fa. «Quei 40 milioni – commenta – sono soldi delle tasse pagati dai frontalieri che ricadono nel vecchio regime, quelli che sono tassati alla fonte in Svizzera: quei soldi devono andare ai Comuni. Noi avevamo previsto che se fossero più di 89 milioni, con i dati forniti dalle autorità cantonali svizzere, avremmo rivisto quella cifra. Sono soldi dei Comuni». Una destinazione che il Pd aveva chiesto anche in consiglio regionale nei giorni scorsi.
Lega: «In busta paga»
Ad illustrare la linea del Governo è Stefano Candiani. «La sopravvenienza in più, circa 40 milioni, come previsto dal memorandum firmato da quel Governo al tempo con i Comuni e con i sindacati, resterà sui territori dei comuni di confine», spiega. Ma non necessariamente a disposizione dei Comuni. «In questo caso – stiamo concordando ancora la questione con la Regione, piuttosto che all’interno del Governo – l’obiettivo è quello di metterli nella busta paga dei lavoratori. Quindi riuscire a dare un assegno di frontiera a chi non è emigrato, non è andato in Svizzera a fare il frontaliere, ma resta in Italia e lavora con fatica, con stipendi che spesso sono non competitivi con quelli svizzeri».
I Comuni di frontiera rieleggono Mastromarino. E chiedono tutti i ristorni
avanzo ristorni alfieri candiani – MALPENSA24
