BUSTO ARSIZIO – Dopo la bagarre e le urla di otto giorni fa, scoppia la tregua di Natale in maggioranza per dare il via libera al bilancio 2026. E mangiare il panettone, il decimo dell’era Antonelli, al termine di una seduta che, più che una maratona, assomiglia ad un “cinepanettone” dalla trama scontata. Con lieto fine a tarallucci e vino, o meglio panettone e pandoro e spumante. Con ringraziamenti reciproci, persino da parte del sindaco ad una «opposizione normale», e con il PD che, per voce del segretario Paolo Pedotti, rivolge ad Antonelli «una battuta» che è un assist. «Quello che manca a questa amministrazione è tentare di far diventare Busto co-capoluogo di provincia con Varese».
Busto e Varese, film diversi

Mentre nel capoluogo si “scannano” sul bilancio – con il sindaco Antonelli che, elogiando «un’opposizione normale», non rinuncia a bacchettare i leghisti varesini che fanno «qualcosa che non condivido, che fa perdere molto tempo e sarà inutile» – a Busto Arsizio la pratica del Dup e del documento di previsione 2026 viene liquidata in poco più di tre ore, relazioni degli assessori incluse. Liti e tensioni nel centrodestra finiscono sotto il tappeto, dopo giorni di mediazioni tra i capigruppo per evitare il ripetersi di show. E l’unico strappo lo fa il “solito” Max Rogora (Fratelli d’Italia), che riempie di elogi la giunta, citando ogni singolo componente tranne uno, l’assessore alla sicurezza Matteo Sabba. Proprio il promotore di quella modifica sul canone patrimoniale – l’ex tassa di occupazione suolo pubblico – che aveva scatenato la lite furibonda tra Rogora e il sindaco in commissione.
Il primo “atto”
La seduta, anticipata alle 20, era iniziata con gli interventi liberi. Max Rogora (FdI) che estrae un mini presepe illuminato e il crocifisso che aveva fatto come lavoretto da bambino a scuola per difendere le radici cristiane: «L’Unione europea vuole togliere l’immagine di Gesù – il monito – ma la parola “inclusione” non fa parte del mio dizionario se si tocca Gesù. Se vi dà fastidio il presepe giratevi dall’altra parte». Paolo Pedotti (Pd) che ricorda gli anniversari dell’11 dicembre: «L’arresto di Angioletto Castiglioni e la morte del giornalista italiano Antonio Megalizzi all’attentato ai mercatini di Strasburgo». Claudia Cozzi (FdI) che fa un appello: «Basta con i botti e i petardi. E la vigilia di Natale non è il 31 dicembre, si può festeggiare ma con buon senso». E Cinzia Berutti (Pd) che legge «un messaggio di pace e speranza delle donne del progetto Donne e Minori: “non siamo un problema, siamo una risorsa, costruiamo insieme una comunità aperta”».
Botta e risposta
Poi c’è la mini-“maratona” delle relazioni degli assessori, mentre il sindaco Antonelli – in previsione delle ore piccole – gira tra il pubblico a distribuire il panettone. E il dibattito si limita al botta e risposta con le opposizioni. Maurizio Maggioni (PD) dà atto al lavoro del centrodestra – «Oggettivamente Busto è una città molto attiva e molto forte insieme ai suoi amministratori» – ma ammonisce sul post-Pnrr: «Una fase positiva al di là delle valutazioni. Ma questo periodo sta finendo. Cosa fare dopo?». Il più critico è Santo Cascio (Progetto in comune), che attacca sulla viabilità: «Non abbiamo ancora capito perché è stato rimosso l’assessore, ma non liquidiamo il Pums solo perché è di sinistra». E avverte l’assessore al bilancio Alessandro Albani: «Conti a posto? Occhio che l’intervento è riuscito ma il paziente è morto». È partito il tormentone della serata.
Il tormentone e il voto (scontato)
Gli risponde direttamente il sindaco Antonelli: «È vivo e vegeto, atletico e pronto per le gare, nonostante tutto quello che abbiamo speso. Intendo lasciare un Comune sano, come ho lasciato una Provincia sana». Seguono il fil rouge prima il Dem Pedotti: «La visione del sindaco è ottimista, manca solo Busto co-capoluogo con Varese». E poi il capogruppo di Forza Italia Marco Lanza: «Per usare un’altra citazione, le chiacchiere stanno a zero, questa è un’amministrazione del fare». Manca solo il voto, ma l’esito è scontato. Nelle dichiarazioni di voto Maurizio Maggioni (Pd) corregge il tiro: «Noi non siamo così ottimisti. Sul Pgt e sul futuro dei servizi sociali bisogna discutere». Giuseppina Lanza (Prl) annuncia l’astensione ma si avvicina alla maggioranza: «Molti progetti li ho apprezzati molto, ma sono scettica sulle alienazioni di aree agricole». Anche Gianluca Castiglioni (Busto al Centro) si astiene: «Proposte valide e condivisibili, il dubbio è se verranno davvero realizzate». E la maggioranza si ri-allinea, con Paolo Geminiani (FdI) che rivela «pensavamo anche ad una dichiarazione congiunta», e Simone Orsi (Lega) che rivendica «conti in ordine e città che cresce», mentre l’azzurro Lanza estende i «complimenti anche all’opposizione». È Busto, a Natale puoi.
Busto, sul bilancio è bagarre: maggioranza nel caos. Lite tra sindaco e Max Rogora


