Consiglio deserto. Galimberti tratta con FdI, Varese ideale e attende la Lega

VARESE – I leghisti in consiglio e i Fratelli, con Lombardia Ideale e Forza Italia (in streaming), dal sindaco – con i capigruppo di maggioranza. È questa l’immagine che la politica cittadina regala in questo sabato prenatalizio all’ora in cui la città si sta ancora svegliando. Per questa mattina, sabato 13 dicembre. Ma nel pomeriggio, si dice che sia programmato un incontro con la Lega. Cosa sortirà? È presto per dirlo, anche se qualcuno sussurra che il Carroccio sia sul punto di mollare: «Quello che dovevano fare l’hanno fatto. Il segnale l’hanno dato, ora però stanno cercando una via d’uscita». Vero? In questo momento il Carroccio è imprevedibile. Quasi come ai bei tempi che furono.

Consiglio deserto

Fuori da Palazzo Estenso c’è chi di dedicata allo jogging mattutino, chi, infreddolito, entra in un bar per consumare il rito del caffè e chi va di fretta per sbrigare le commissioni prima che il centro si affolli. Sono da poco passate le 8 e dentro al Palazzo, in un Salone Estense desolatamente vuoto, l’appello di inizio seduta è una qualcosa di surreale: alla “chiama” dei nomi dei consiglieri segue il silenzio. Tranne che per Barbara Bison, Emanuele Monti e Stefano Angei. A Matteo Capriolo, consigliere e sostituto del presidente del consiglio di ruolo, non resta che annunciare il rinvio della seduta. E così sarà anche domani.

Passano pochi minuti e a Palazzo Estense arrivano Salvatore Giordano e Franco Formato. Angei li stuzzica: «Siete un po’ in ritardo per il consiglio. L’appello è già stato fatto». I consiglieri di Fratelli d’Italia e Varese Ideale si fermano, scambiano due battute con i colleghi della Lega e poi, con l’arrivo del sindaco Galimberti, salutano e salgono al primo piano di Palazzo Estense. Motivo? «Riunione di maggioranza», ironizzano ancora i leghisti.

Il campo largo, anzi larghissimo

La situazione è questa: la Lega fa la Lega. Fino a quando lo si vedrà. E Galimberti fa Galimberti. Ovvero, gioca la partita anche nell’altra metà campo. E la cosa che stupisce è che se fino ieri il campo largo arrivava a toccare parti di Forza Italia, in questo frangente (e, ripetiamo, in questo frangente) il raggio d’azione del sindaco arriva a Fratelli d’Italia. Obiettivo: trovare una via d’uscita. In questo momento, però, senza la Lega, critica su questa riunione con gli alleati.

La Lega e i dubbi su Cattaneo candidato

Sul Carroccio l’umore è alto. La scelta della guerra di trincea – dicono loro – ha già portato qualche risultato. «All’inizio c’era chi non capiva – raccontano – ora invece crescono i cittadini che ci dicono di non mollare. Anzi, di quanto sta accadendo a Varese se ne parla anche in altri città».

Va bene. Ma la stoccata politica arriva con una riflessione apparentemente neutra. «Vista da fuori – commenta un leghista – la nostra posizione potrebbe anche essere la risposta a quanto abbiamo assistito a qualche settimana fa in conferenza. C’è anche chi legge la nostra battaglia come l’affermazione che nel centrodestra c’è chi riesce a dare una risposta diversa al messaggio un po’ vecchio di una coalizione riunita “sotto il cappello” di Cattaneo». Questa è benzina sul fuoco.

Divampa l’incendio

«Noi siamo i volenterosi che stanno cercando di sbloccare la situazione per il bene della città», dice Salvatore Giordano di Fratelli d’Italia, che aggiunge: «Certo però che se pure Matteo Bianchi, che non si fa mai vedere in consiglio se ne esce con certe dichiarazioni, hai voglia di cercare di ricucire». Questo è il segnale che nell’opposizione l’incendio c’è. Tutto il resto, ovvero le dichiarazioni di unità. è noia.

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