LEGNANO – Pioggia di nuovi supermercati in arrivo a Legnano. In settimana apriranno i due punti vendita in prossimità dell’ingresso in autostrada, uno alla Canazza e l’altro sul territorio del comune di Cerro Maggiore; entrambi graviteranno sotto il profilo viabilistico sul tratto finale di viale Cadorna. All’altro capo della città, in viale Sabotino, si è chiusa l’annosa partita sul terreno all’angolo con via Menotti, dove il Comune ha aperto le porte a ulteriori insediamenti commerciali di grandi dimensioni.
Quest’ultimo terreno (nella foto in alto) era l’unica proprietà della società Legnano Patrimonio, partecipata al 100% da Palazzo Malinverni, di cui il sindaco Radice ha annunciato in questi giorni la prossima liquidazione dopo la vendita di tale area. Il consigliere di minoranza Franco Brumana ha ricostruito oggi, lunedì 15 dicembre, la tribolata vicenda del terreno nell’Oltrestazione come segue.
Brumana: «Vicenda imbarazzante per tutti»
La storia del terreno comunale che il sindaco dice che è stato venduto è vergognosa e imbarazzante. Ha avuto inizio con una finta vendita a dicembre del 2008, quando il Comune aveva venduto di fatto a sé stesso il terreno situato in via Menotti perché l’acquirente era una società posseduta da esso al 100%. Con questo espediente il Comune aveva incassato il prezzo che la società di comodo, priva di capitali sufficienti, aveva potuto pagare solamente attingendo a un mutuo bancario. Il Comune, per dare valore al terreno e consentire l’operazione, lo aveva reso edificabile.
Legnano Patrimonio, come era prevedibile, non è stata in grado nemmeno di pagare le rate del mutuo accumulando così un debito che dopo tanti anni è diventato enorme. Se un privato avesse voluto compiere una simile operazione non avrebbe neppure potuto avviarla e, se ci fosse riuscito, la banca non avrebbe atteso tanti anni prima di muoversi. La “politica” nel senso più deteriore del termine invece l’ha fatto.
Ignoti i termini della vendita del terreno
Dall’inizio della vicenda sono passate molte giunte di destra e di sinistra, ma nessuna ha affrontato seriamente la questione. Nel 2022 la società che aveva acquistato il credito dalla banca ha rotto gli indugi e ha pignorato il terreno per metterlo all’asta. Ha una superficie di 16.073 metri quadri e una forma simile a una “U”, all’interno della quale è situata la proprietà di Amga di 8.730 mq con le tettoie a suo tempo destinate alla raccolta dei rifiuti ingombranti. È evidente che per realizzare le costruzioni previste dal Pgt è necessario acquistare anche la porzione di Anga; pertanto le aste giudiziarie sono andate deserte e il prezzo ha continuato ad abbassarsi sino a 960.000 euro.
Ora, con poche parole, il sindaco ha comunicato che la vendita è stata conclusa, senza dare notizia delle condizioni contrattuali né del corrispettivo. Si può presumere che sia stato raccattato quanto basta per estinguere a saldo e stralcio il debito di Legnano Patrimonio e che Amga si sia accontentata del residuo. Il Pgt della giunta Radice per promuovere la vendita ha accantonato ogni valutazione urbanistica e ha previsto che sull’area vengano realizzati supermercati con una superficie complessiva di ben 5.000 metri quadrati. Le mie osservazioni con cui avevo chiesto almeno di ridurre la superficie a 3.000 mq e di prevedere una destinazione non a centro commerciale ma a utilizzo pubblico, sono state respinte dai consiglieri comunali della maggioranza.
Viale Sabotino come il Sempione a Gallarate
Eppure si tratta di un’area di proprietà comunale di grande importanza strategica dal punto di vista urbanistico. Poteva essere salvaguardato e attrezzato il verde pubblico ora esistente, e realizzato un edificio di ridotte dimensioni al servizio del quartiere al posto delle tettoie di proprietà di Amga. Il sindaco e i suoi fedeli consiglieri hanno preferito i supermercati, come se Legnano non ne avesse già abbastanza. È stato inutile obiettare che a pochi metri di distanza, al di là della rotonda su viale Sabotino, era stato appena realizzato un complesso commerciale e che il Pgt già prevede un’invasione di nuovi supermercati proprio nelle aree intorno a questo viale.
Abbiamo così perso un’area pubblica molto importante e sono state poste in atto le condizioni per trasformare viale Sabotino in una via di centri commerciali come il Sempione all’ingresso di Gallarate, con tutte le conseguenze sull’aumento del traffico automobilistico proveniente anche dai comuni vicini.
Franco Brumana – Movimento dei cittadini
Truffano anziana di Legnano e le portano via gioielli per 40 mila euro. Presi a Milano
