“Spara a Giorgia”, a Busto si cercano le immagini. Donzelli: «Sinistra in silenzio»

Nel riquadro, Giovanni Donzelli (FdI) con Giorgia Meloni

BUSTO ARSIZIO – “Spara a Giorgia”, sulla scritta choc firmata BR indaga la Digos: è caccia alle telecamere di videosorveglianza private per dare un volto all’autore o agli autori dell’imbrattamento sul muro della sede della Lega di Busto Arsizio. Intanto continuano ad arrivare reazioni politiche: il sindaco Emanuele Antonelli teme «l’effetto emulazione», mentre l’assessore regionale Francesca Caruso parla di «odio politico puro». Ma soprattutto invoca «una condanna chiara e senza ambiguità da parte di tutti», denunciando un «silenzio preoccupante» da certe parti politiche. Ed è già in corso una “gara” a ripulire il muro di via Culin: dopo l’offerta della Lega di Busto, ci sono anche i giovani di Fratelli d’Italia del movimento Gioventù Nazionale a rendersi disponibili per cancellare la scritta.

Le indagini

Sull’inquietante episodio, denunciato anche formalmente dalla segreteria cittadina della Lega, sono in corso le indagini a tutto campo a cura della Digos. In quel tratto di via Culin non ci sono telecamere di videosorveglianza comunali, ma gli inquirenti stanno passando al setaccio la zona per cercare di capire se qualche impianto privato attorno alla sede della Lega possa aver captato i movimenti dell’ignoto o degli ignoti autori dell’imbrattamento con lo spray rosso. Non è la prima volta che l’edificio di via Culin viene preso di mira: a fine ottobre era stato colpito con degli schizzi di vernice rossa sul portone.

Donzelli (FdI): «Fatto gravissimo»

Non mancano le prese di posizione politiche, che travalicano i confini di Busto Arsizio. Sul caso interviene anche Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia: «Già il secondo episodio in una sola settimana – dopo quello di Pietrasanta, ndr – non possiamo tollerare questo clima d’odio. Gli estremisti rossi sono un pericolo e ogni mancata presa di distanza equivale a una legittimazione. Un fatto gravissimo e la sinistra continua a rimanere in silenzio. Le minacce e la violenza si condannano sempre».

Caruso: «Odio politico da condannare»

«Piena e convinta solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni» arriva poi da Francesca Caruso, assessore regionale alla cultura e dirigente di Fratelli d’Italia. «È un fatto gravissimo che non può e non deve essere derubricato a semplice atto vandalico. Quando si invoca la violenza contro un leader politico, evocando simboli legati alla stagione più buia del terrorismo, siamo di fronte a qualcosa di molto più serio. Questo linguaggio non appartiene al confronto democratico. È odio politico puro, è intimidazione ed è un segnale inquietante per tutta la comunità. Colpire una sede di partito significa colpire un presidio democratico, indipendentemente dal colore politico». Ecco perché Caruso si dice «profondamente preoccupata per il clima che si sta alimentando nel Paese. Da tempo assistiamo a una pericolosa normalizzazione dell’odio, giustificato come dissenso o protesta. Ma il dissenso è legittimo solo quando resta nei confini della civiltà democratica. Da cittadina di questo territorio, da amministratrice e da rappresentante delle istituzioni chiedo una condanna chiara e senza ambiguità da parte di tutti. Perché, ad oggi, non mi sembra ci sia stata una presa di posizione unanime. Anche questo silenzio è un segnale preoccupante».

Ora è “gara” per ripulire

E dopo la Lega, che si era offerta di ripulire il muro di via Culin, per voce del segretario provinciale Andrea Cassani, anche il gruppo giovanile di Fratelli d’Italia, Gioventù Nazionale, si mette a disposizione per levare subito la scritta choc. «Di fronte a questo episodio – si legge nella nota diffusa dall’assessore Caruso – i militanti di Gioventù Nazionale della provincia di Varese sono a disposizione per ripulire il muro imbrattato, come gesto concreto di responsabilità, presidio del territorio e difesa dei valori democratici. Un’iniziativa che nasce e viene guidata dai giovani di Gioventù Nazionale, da sempre impegnati sul territorio non solo sul piano politico, ma anche civico, solidaristico e personale. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e ribadiamo la nostra vicinanza ai militanti e ai dirigenti della sezione di Busto Arsizio. La democrazia non si imbratta e non si intimidisce».

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