LEGNANO – Una giornata storica, o quasi: è quella che vivrà Legnano domani, domenica 21 dicembre, con due eventi istituzionali carichi di significato. Alle ore 10.30 nella Ztl di via Venegoni si svolgerà la cerimonia di intitolazione del sottopasso centrale a Luigi Accorsi, sindaco della città dal 1961 al 1975; alle 15.00, sempre nell’Oltrestazione, sarà inaugurato il centro civico San Paolo ricavato all’interno dell’edificio dell’Ufficio unico delle Entrate (via Pisa, 68): uno spazio che il quartiere attendeva da anni, dopo che ne erano già stati dotati gli altri quartieri.
A 60 anni dalla sua realizzazione (nella foto in alto, l’inaugurazione; sotto, i lavori) il sottopasso che collega corso Italia a piazza del Popolo, lungo il principale asse di attraversamento orizzontale della città, merita una breve ricostruzione storica.
Da 60 anni opera viabilistica fondamentale

Il 12 settembre 1965 si consumava ai piedi del monumento ad Alberto da Giussano il primo di una serie di atti che in pochi anni avrebbero trasformato Legnano da borgo di provincia a città moderna, dotata di infrastrutture adeguate e talvolta all’avanguardia, testimonianze tangibili della concretezza e della lungimiranza che guidavano le amministrazioni locali dell’epoca. Uno dei primi limiti da superare era di natura strettamente “fisica”: la netta cesura in due del tessuto urbano tracciata dalla linea ferroviaria. Per attraversarla, fino a quella data, esistevano solo passaggi a livello a raso, passerelle pedonali o sottopassi periferici, con tutti i rallentamenti alla circolazione (e in alcuni casi i pericoli) che ne derivavano.

Quella che fu realizzata in pieno centro era un’opera fondamentale, tant’è che a distanza di tanto tempo svolge ancora la propria, irrinunciabile funzione originaria: mettere in collegamento diretto, sicuro, rapido e costante le due metà della “piccola Mela” legnanese. Una funzione mantenuta immutata nonostante il successivo compimento di altri sottopassi, l’aumento degli abitanti e l’enorme sviluppo del traffico veicolare. Per collaudare e verificare la portata dell’opera, come mostra la fotografia qui sopra, fu caricato un carro armato della caserma di viale Cadorna sopra un vagone ferroviario, che venne poi fermato sui binari in corrispondenza del nuovo ponte sul sottopasso. La prova di carico riuscì e il passaggio, da allora, è sempre rimasto aperto.
Berti: «Giusto celebrare così un evento storico»
«Un evento storico – così lo definisce Daniele Berti, appassionato cultore della storia cittadina – paragonabile all’apertura dell’autostrada del 1924. Quei 300 metri di strada e marciapiedi per 60 anni non hanno mai avuto un nome, si è sempre detto il sottopasso centrale, o della stazione: da domani si chiamerà Sottopasso Luigi Accorsi, un’opera pubblica già indispensabile quando Legnano aveva un parco auto di un ventesimo di mezzi rispetto all’attuale. Cancellata l’intitolazione della ex residenza per anziani della Canazza (ora Spazio 27B, nda) era giusto trovare una collocazione con il suo nome ad imperitura memoria, e il sottopasso è il luogo giusto. Quanti progetti furono fatti negli anni precedenti – ricorda ancora Berti – Accorsi iniziò il suo mandato di sindaco nel 1961 e nel ’63 fu approvato il progetto definitivo e iniziarono i lavori; fu necessario abbattere anche alcuni cortili. L’ingegnere e la sua giunta riuscirono a trovare la soluzione giusta per il godimento futuro di tutti i legnanesi e visitatori della città».
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