Luce e ombra, indagine sul profondo: le carte oracolari di Americo e Tomassini

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VARESE – «Sicuramente non si tratta dei classici tarocchi, non volevo fare l’ennesimo mazzo tutto uguale: “Luce e ombra”, oltre a essere abbastanza vario, è più complesso e oscuro, con una presenza maggiore di carte negative rispetto a quelle positive. È normale che sia così: la carta positiva è quella finale, a cui si arriva dopo aver affrontato e attraversato vicende negative».
Così lo scrittore Davide Americo ha parlato della sua ultima fatica, gli “oracoli” per “un’indagine sul nostro sé del profondo” usciti per la casa editrice Armenia e creati con l’illustratore di Varese Andrea Tomassini, sodalizio che ha già dato alle stampe “Tarocchi e astrologia”. L’opera, ha raccontato l’autore di Pisa, è nata da «uno studio di migliaia di pagine, che ha spaziato dal pensiero buddista a quello di Massimo Fagioli e Corrado Malanga».

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Davide Americo e Andrea Tomassini

Il punto di arrivo del Bodhi

«La lettura di queste carte – ha sottolineato Americo – può avvenire sia in modo immediato, cioè affidandosi puramente all’istinto, sia andando ad approfondire i significati che esse celano. Nel secondo caso, in base alla mia interpretazione, sono generati da una sovrapposizione di concetti che alla fine sono sempre gli stessi, sebbene detti in maniera diversa dai tre punti di riferimento che ho scelto.
Partendo dal primo, sappiamo che il cammino del buddismo culmina nel Nirvana ma, prima di raggiungere questo stato, il punto d’arrivo è il Bodhi, l’illuminazione; senza dimenticare che anche il Buddha parlò di demoni ed entità soprannaturali e si è confrontato con Mara, il Dio della Morte. Quanto poi a Fagioli, ha condotto in modo rivoluzionario un’indagine sulle malattie mentali teorizzando che, se si riescono a superare paura, rabbia e odio è possibile arrivare al cosiddetto “inconscio mare calmo”. Parole molto simili a quelle che usò il Buddha».americo tomassini carte profondo 08

Le connessioni con l’ipnosi regressiva

«Ho infine riscontrato molte analogie anche con l’opera svolta attraverso l’ipnosi regressiva da Malanga. Secondo lui, per il fatto di avere un’anima, siamo soggetti a interferenze esterne – in questo caso le definisce “alieni” ma non si escludono altri tipi di interferenze, puramente psicologiche – che rendono difficile l’esistenza e il percorso verso la propria identità.
Alla fine che differenza c’è rispetto al Fagioli che si chiude nella stanza e parla con i suoi malati? Senza dimenticare che, per esempio, mentre per il secondo la natura dell’inconscio è femminile, per il primo l’anima è femmina. Insomma, se magari è differente il percorso da completare che viene indicato ci sono però le stesse connessioni, e tra tre figure che si sono poste in “rottura” con la cultura generale dell’epoca: il metodo è sovrapponibile».
Come ha spiegato Americo, il numero delle carte realizzate, tra quelle riferite a buddismo e induismo, le venti a Malanga e le venti a Fagioli, ammonta a sessanta. Ne vanno estratte tre, da disporre in forma di piramide rovesciata con quella al vertice in basso a rappresentare la mente, quella a sinistra l’anima e quella a destra lo spirito: «Leggendole, ti dicono che cosa sta succedendo nel tuo profondo, con al centro la mente, collegamento fra spirito maschile e anima femminile e corrispondente al presente, a sinistra la parte inconscia, quella femminile, che spesso non ascoltiamo, e a destra che cosa fare in futuro».americo tomassini carte profondo 09

I simboli degli stati sommersi

«Dopo la conclusione del cofanetto “Tarocchi e astrologia”, nel 2023 – così Tomassini – Armenia ha offerto a me e a Davide la possibilità di pubblicare un mazzo di carte oracolari che, a differenza dei tarocchi, non hanno una tradizione iconografica e perciò si prestano a rappresentazioni e tematiche pressoché infinite. La prima decisione è stata quindi quella del tema: occorreva un terreno comune in cui lui avrebbe potuto ideare dei soggetti dei quali avrebbe scritto e che io avrei dovuto rappresentare, cercando di donare loro una presenza visiva e una coerenza.
Piuttosto che guardare unicamente al mondo del fantastico, come spesso accade con i mazzi illustrati, abbiamo concluso che sarebbe stato interessante provare a farne uno sperimentale basato sullʼinconscio, o più in generale sugli stati sommersi, attingendo ciascuno dalle proprie esperienze e conoscenze. Davide si è servito, per esempio, delle filosofie orientali e della psichiatria dʼavanguardia; io ho attinto dai miei studi di psicologia e antropologia e dalle rappresentazioni simboliche presenti e passate».americo tomassini carte profondo 12

Costruire dalle fondamenta un mezzo di introspezione

Si è trattato di un processo «ovviamente molto più complesso della realizzazione dei tarocchi, dato che per i nostri oracoli occorreva costruire dalle fondamenta un mezzo di introspezione. Nel mio caso specifico un giorno poteva capitare di dover studiare i Guna della filosofia indù e quello successivo di interpretare i testi psichiatrici di Fagioli per trarne unʼillustrazione che sarebbe dovuta essere coerente non solo con le fonti primarie, ma soprattutto con l’opera completa che avremmo consegnato alla fine.
Dopo l’uscita di “Luce e ombra” mi sono imbattuto in recensioni in cui al giudizio positivo si accompagnavano ammonimenti sulla capacità del mazzo di essere estremamente diretto e severo, quasi fosse uno strumento da maneggiare con cautela. Mi hanno colpito perché significava che eravamo stati davvero in grado di realizzare qualcosa di alternativo e, se necessario, conturbante: esattamente la premessa da cui avevamo mosso i primi passi».americo tomassini carte profondo 15

Espressionismo, Simbolismo e immagini ancestrali

Dal punto di vista grafico «mi sono sentito libero di giocare molto di più su soluzioni anomale rispetto ai tarocchi, a volte accumulando dettagli o strutture geometriche impossibili, altre cercando di semplificare le figure fino quasi a ottenere immagini più simili ai bassorilievi di civiltà ancestrali che a illustrazioni canoniche.
La formazione che ho in ambito visuale va dallʼinizio del ventesimo secolo fino ai fumetti di oggi. Resta alla base del mio stile ma questa volta ho voluto attingere tanto da correnti dʼavanguardia, come lʼEspressionismo e il Simbolismo, quanto da diverse immagini più remote che potevano aiutarmi come, per esempio, una maschera centrafricana usata nei riti di iniziazione o i caratteri cuneiformi, la più antica forma nota di scrittura. Quando poi mi sono trovato in difficoltà sulla soluzione da adottare, mi sono affidato a quanto letto in “In acque profonde” di David Lynch e alla forza di colori e linee di fumettisti, tra loro molto diversi ma ugualmente eccezionali, come Sergio Toppi e Mike Mignola, di cui amo ogni singolo tratto».

Tarocchi tra Occidente e Oriente, il libro illustrato da Andrea Tomassini di Varese

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