SOMMA LOMBARDO – Stefano Zardini Irish ha la voce incredula, felice e quasi timorosa nel pronunciare le parole che gli hanno cambiato la vita: «Questa mattina mi sono svegliato con mia figlia a casa e domani sarà lo stesso. Questo è il mio miracolo di Natale». Papà Stefano, di Somma Lombardo, ieri, sabato 20 dicembre, ha potuto finalmente riabbracciare la figlia Cora che oggi ha 13 anni.
Un abbraccio atteso per 4 anni
Un abbraccio atteso da «quasi quattro anni», spiega l’uomo. quando cioè a marzo 2022 la madre della ragazzina, Annalisa Lucifero, ex moglie di Stefano, era fuggita in Costa Rica portando con sé la bimba. La donna è «problematica» racconta Stefano. La fuga dal Lecchese al Costa Rica era stata concomitante con la valutazione psicologica sul piano genitoriale a carico della donna: «La psicologa nominata dal tribunale aveva stabilito che per i nostri tre figli la collocazione migliore era con il padre. E’ a quel punto che è sparita lasciando me e i nostri altri due figli spaventati e profondamente addolorati. La separazione da un figlio, da una sorella, è straziante». In Costa Rica la donna aveva ottenuto la status di rifugiata millantando episodi di maltrattamenti «inesistenti e mai verificati dall’autorità sudamericana. Questo mi ha sempre lasciato sgomento».
La telefonata che cambia la vita
Nel frattempo era partita in Italia la denuncia per sottrazione di minore e, anche in seguito alla fuga, è arrivato a breve termine anche il provvedimento con il quale il tribunale affidava tutti e tre i figli in via esclusiva a Stefano. «Ma mia figlia era sempre a migliaia di chilometri di distanza – racconta – Negli anni c’è stato qualche contatto con i fratelli, contatti ai quali non mi sono opposto perché volevo sapere che stava la bambina e perché volevo che mantenesse un legame con noi, con i fratelli. Sono stati anni di tensione e paura». 24 ore fa è arrivata la chiamata che Stefano aspettava dal 2022.
Il messaggio al figlio e l’alert
La madre aveva mandato qualche giorno fa un messaggio al figlio maggiore spiegando che a breve una sua misteriosa amica avrebbe portato loro un bellissimo regalo. La donna si era anche raccomandata di non dire nulla al padre. Il ragazzo, consapevole della posta in gioco, ha avvisato il genitore che a sua volta ha informato i carabinieri. L’alert è scattato «non appena è atterrata in un aeroporto europeo – racconta Stefano – Credo sia tornata in Italia per una questione di successioni, ma poco importa. I carabinieri, che ringrazio perché ci sono sempre rimasti accanto, l’hanno trovata e finalmente ho riabbracciato mia figlia».
Il Natale più bello
La ragazza era «confusa, ma sta bene. Poi i suoi fratelli hanno sciolto ogni tensione. Sono frastornato, incredulo, dovrà imparare a conoscerla perché quattro anni a quell’età portano dei cambiamenti abissali. Ma è qui con noi. Certo scoppio dalla gioia ma resto guardingo, la paura che possa ricapitare non mi abbandona, ma resto calmo per i ragazzi. Le istituzioni ci sono state vicine, ci sono delle precise prescrizioni da parte del tribunale, spero, anzi credo, che saremo tutelati. Tutto ciò che conta è che mia figlia si è svegliata a casa questa mattina, questo è il più bel regalo di Natale che potessi ricevere».
