BUSTO ARSIZIO – «Il Grande Ospedale? Vorremmo che si intitolasse a Beata Giuliana più che a una anonima Malpensa». Lo afferma Tito Olivato, presidente dell’associazione Riabitare, che rilancia la battaglia per la rinascita della Cascina dei Poveri con un nuovo libro, il terzo ed ultimo, scritto a otto mani. «Questa “fatica” – spiega il prof. Olivato – è una risposta altra rispetto a quanto si è discusso in Regione pochi giorni fa a proposito del Nuovo Ospedale».
Il libro
“Cascina dei Poveri, luogo del cuore 3” è il terzo ed ultimo libro sulla Cascina dei Poveri: 300 pagine di materiale inedito, quasi nella totalità, sullo storico complesso oggi ridotto a rudere, che si affaccia sulle aree di Beata Giuliana destinate ad ospitare il nuovo ospedale di Busto-Gallarate. Il libro, spiega Olivato che è uno dei quattro curatori, contiene nuovi documenti per nuovi scenari e simulazioni progettuali in collaborazione con l’architetto Anna Fumagalli che ha pensato ad una nuova vita per la cascina molto interessante e fattibile. Tra cui le proposte progettuali di alcuni studenti del Liceo Artistico Paolo Candiani di indirizzo Architettura e Ambiente: le ex classi 5A1 e 5A2, coordinate dalla stessa Anna Fumagalli in qualità di docente, e l’attuale classe 5A coinvolta dall’architetto e docente Sandro Criseo. Infine è molto interessante il contributo dell’insegnante Rosaria Lualdi che ha ripescato dalla memoria e dagli articoli del tempo ciò che si età pensato nel 1980, quando lei, giovane insegnante, aveva partecipato con la sua prima classe al concorso di idee lanciato allora dall’architetto Giuseppe Magini sul recupero della Cascina. Ci sono anche documenti d’archivio inediti sia sulla Cascina che sulla scuola elementare che lì aveva sede fino agli anni Settanta, oltre a suggestive «foto in bianco e nero che costituiscono un documentario in immagini, realizzato anche da fotografi di professione».
I dubbi di Riabitare
«Cascina dei Poveri ultimo atto? L’Ospedale Nuovo sarà costruito? – si legge sul retro di copertina del libro – gli abitanti di Beata Giuliana (e di Busto Arsizio) avranno la possibilità di rivedere recuperata la Cascina dei Poveri in armonia con il Nuovo Ospedale? Questi e altri quesiti affronta il presente lavoro a cui dà una possibile risposta e fa il punto della situazione in attesa che inizi la commemorazione per il seicentesimo di Beata Giuliana (1427-1501) per il quale l’associazione Riabitare ha in serbo numerose iniziative». Quando si lascia aperta la domanda sul Nuovo Ospedale, Olivato rivela che «potrebbero sorgere alcuni problemi relativi ai vincoli che la Sovrintendenza ha posto nei pressi della Cascina». Questo perché «l’area vincolata intorno alla Cascina è decisamente estesa e l’ospedale deve tenerne necessariamente conto», mentre i rendering presentati sollevano qualche dubbio in merito. E Riabitare intende ribadire la necessità di dare un futuro allo storico immobile che avrebbe dato i natali alla Beata Giuliana.
A Busto decolla il Grande Ospedale della Malpensa. «Svolta epocale»
