«Sette euro lordi per consegne a 50 chilometri»: i rider di Verbania dicono no

Verbania rider Deliveroo sciopero

VERBANIA – «No, non è accaduto nulla. Stiamo aspettando una risposta dall’azienda. E lo sciopero continua». E’ stato un Natale difficile per la dozzina di “rider” che a Verbania lavora per la piattaforma Deliveroo. Sono per metà italiani, e gli altri immigrati da varie parti del mondo.

Sette euro lordi per tratte di cinquanta chilometri

Da qualche giorno hanno proclamato lo stato di agitazione con il supporto della Nidil Cgil.  Protestano perché da alcune settimane Deliveroo ha ampliato l’area di consegna all’interno della quale i rider portano a domicilio panini e pizze.

In pratica all’area urbana di Verbania, che ha un sufficiente “giro” di clientela, sono state aggregate anche le altre zone della costiera piemontese del Lago Maggiore. Ad un fattorino che fa base nel capoluogo vengono così assegnate consegne verso nord fino a Cannobio, o verso sud anche a Stresa e Belgirate, al confine con la provincia di Novara. Per andare e tornare sono più o meno 50 chilometri. Il tutto per un compenso a consegna di poco più di sette euro lordi.

Fatica e rischi oppure costi eccessivi

Il problema è che molti dei rider lavorano con la bicicletta – talvolta elettrica – e solo qualcuno in auto.  Per chi usa la due ruote la distanza è insostenibile dal punto di vista fisico, per la fatica, il freddo polare d’inverno e il caldo d’estate, e per il rischio che si corre viaggiando sul ciglio della trafficatissima statale 34. Ma per chi usa l’automobile lo scarso guadagno si volatilizza con i costi del carburante.

«Se rifiuti, l’algoritmo ti penalizza»

«Il problema – spiegano i rappresentanti dei rider – è che chi rifiuta una consegna viene poi penalizzato dall’algoritmo e rischia di non lavorare più»

Il sindacato ha avuto un primo confronto con Deliveroo, e ha proposto di riorganizzare ukl lavoro diversificando l’invio delle proposte di consegna in base a chi usa l’auto o la bici per non costringere nessuno a rinunciare, e ad essere di conseguenza penalizzato. c’è stata una dichiarazione di disponibilità, ma al momento nulla è cambiato.

La solidarietà del Partito Democratico

A fianco dei rider si è schierato il Partito Democratico del VCO. «Esprimiamo – dice Riccardo Brezza, segretario provinciale –  piena solidarietà ai rider che stanno protestando e rivendicando dignità, sicurezza e retribuzioni eque. Ci siamo messi in contatto con il sindacato Nidil CGIL, che sta seguendo la vertenza, per garantire il massimo sostegno politico e istituzionale alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti«.

»Abbiamo anche interessato – aggiunge –  l’onorevole Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, affinché la questione venga portata con forza anche a livello parlamentare».

«Serve un salario minimo diginitoso»

Per Brezza questa vicenda «mette ancora più chiaramente in luce una verità che la destra continua a negare: in Italia serve subito una legge sul salario minimo. Non è una battaglia ideologica ma uno strumento concreto per contrastare il lavoro povero e riequilibrare i rapporti di forza».

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