BUSTO ARSIZIO – Luci e ombre del nuovo palaginnastica. Partiamo dalle buone notizie, ovvero dai lavori che stanno procedendo secondo il cronoprogramma e quindi i fondi del Pnrr (2,5 milioni di euro) non sono in discussione. Le rassicurazioni arrivano direttamente dal vicesindaco e assessore a Urbanistica e Sport Luca Folegani. «Il cantiere procede – spiega – l’impresa che sta lavorando è una ditta seria. Ci sono stati alcuni ritardi legati ai furti in cantiere di qualche mese fa, ma ora non vedo ostacoli. I tempi saranno rispettati e, salvo intoppi, per l’estate il Palaginnastica dovrebbe essere pronto».
Fine di una lunga storia?
Non dire gatto finché non è nel sacco, diceva il Trap. E Folegani conosce bene l’adagio che invita alla prudenza anche quando ci si trova davanti all’evidenza. «Però – aggiunge – una cosa la possiamo dire subito. Ovvero, l’amministrazione Antonelli è l’unica che è riuscita a cancellare l’ecomostro del Palaghiaccio incompiuto che per anni ha caratterizzato, purtroppo, l’ingresso in città per chi proviene dal Sempione». Poi, che il nuovo Palaginnastica sia bello o meno resta per lo più una questione di gusto. La cosa certa è che verrà utilizzato.
I nodi da sciogliere
Ci sono però, anche nodi da sciogliere. Davanti ai quali è bene iniziare a ragionare. Il primo tra tutti è quello dei costi di gestione. Alti, molto alti secondo le stime dei tecnici comunali e che, se confermati, potrebbero mettere in seria difficoltà la società che dovrà gestire l’impianto, ovvero la Pro Patria Ginnastica.
Luca Folegani non si nasconde davanti a chi sostiene che, dai primi conti fatti, la struttura potrebbe costare 200 mila euro l’anno. Chiediamo: “Davvero la società di ginnastica di Busto ha la forza economica di sostenere una gestione così cara?”. Folegani risponde con grande realismo: «La prima cosa da dire è che bisognerà dettagliare i costi reali, che potrebbero essere più bassi». Insistiamo: “Difficile però che possa venir fuori una cifra molto più bassa, non crede?”. Folegani: «Dobbiamo lavorare per rendere sostenibile la gestione. A fianco del Palaginnastica c’è una palestra che può essere affittata anche da altre realtà. Credo che i margini per coprire le spese ci sono tutti. Abbiamo anche un discorso aperto con la Federazione. Insomma, Busto merita un impianto importante e blasonato. È chiaro che bisogna lavorare».
Bando naming sponsor a vuoto
Altra questione aperta è quella del naming sponsor che dovrà legare il brand al Palaginnastica. Il bando pubblico, che prevedeva un impegno di spesa di 45 mila euro con un bonus da versare ogni anno per la durata del contratto si è chiuso a metà dicembre e non è andato a buon fine. «O meglio – puntualizza il vicesindaco – non c’è stata assegnazione. Abbiamo però avuto un paio di manifestazioni di interesse con possibili controproposte che valuteremo nelle prossime settimane».
Insomma, Folegani sa che la strada per dare a Busto un palaginnastica e alla Pro Patria ginnastica una “casa” che attende da decenni è ancora lunga. «Vero è però che abbiamo fatto un investimento importante sotto il profilo economico, ma anche sportivo. Ma soprattutto abbiamo evitato che quell’area venisse sacrificata con un altro, l’ennesimo spazio commerciale».
