Varese, «a Natale vendite sotto le aspettative». L’allarme di Confesercenti

Varese saldi natale shopping

VARESE – «Nel periodo di Natale, vendite penalizzate e sotto le aspettative nel Varesotto». È il quadro che emerge dall’indagine di Confesercenti sul commercio locale. Una situazione determinata dall’anticipazione degli acquisti legata al Black Friday, ma anche da «criticità legate alle scelte urbanistiche e viabilistiche locali, che hanno penalizzato gli acquisti». Il risultato è stato «un Natale meno performante del previsto per molti esercizi di vicinato – spiega Rosita De Fino, direttore di Conferescenti -, con presenze elevate ma concentrate in poche vie, nonostante l’impegno degli operatori e le iniziative per il territorio».

Centri pieni

Il bilancio del Natale 2025 nel Varesotto, dunque, restituisce un quadro articolato. Da un lato, le città hanno registrato un buon numero di presenze – soprattutto nei giorni clou -; dall’altro, queste si sono concentrate in strade e aree del centro ben delimitate, lasciando escluse ampie porzioni della città e diversi negozi.
«C’è stata partecipazione, ma non una reale distribuzione dei flussi», sottolinea Sara Calzoni, rappresentante di Fismo Confesercenti. «Il Natale ha funzionato solo in alcuni punti, mentre avrebbe avuto molto più senso se fosse stato diffuso e integrato su tutte le vie cittadine, valorizzando l’intero tessuto commerciale».

Più regole per i saldi

E con l’arrivo dei saldi invernali, Confesercenti chiede una revisione delle regole sulle promozioni. «Tra il 2 dicembre e l’avvio formale dei saldi si sta consolidando un periodo promozionale “di fatto”, soprattutto nella moda: offerte e ribassi compaiono in anticipo, spesso attraverso formule riservate alla propria clientela». Un fenomeno che, anche nel Varesotto, spinge i negozi di prossimità ad adeguarsi per non perdere flussi di clientela.
Ma, spiegano da Confesercenti, «si tratta di una dinamica in contrasto con molte normative regionali, che vietano promozioni nei 30 o 45 giorni precedenti alle vendite di fine stagione, e che rende meno leggibile il quadro degli sconti».
Il rischio è che «in una provincia come Varese – caratterizzata da una rete diffusa di negozi di vicinato, centri urbani e realtà commerciali di prossimità – la perdita di significato dei saldi rischia di avere ricadute economiche e sociali rilevanti: riduzione dei margini, difficoltà nella programmazione delle vendite, maggiore squilibrio competitivo rispetto ai grandi operatori».

Difendere i saldi

Proprio per questo, Confesercenti ha chiesto all’assessore regionale Guido Guidesi una revisione complessiva delle regole sulle promozioni. «È necessario rendere le norme più chiare, omogenee e realmente applicabili – evidenziano dall’associazione – per garantire concorrenza leale, trasparenza per i consumatori e tutale del pluralismo distributivo». E, sottolinea De Fino: «Non capiamo le ragioni per le quali il problema non venga ancora affrontato. Difendere i saldi significa difendere il ruolo economico e sociale del commercio di prossimità, che in territorio come il nostro rappresenta un presidio fondamentale di vitalità urbana, occupazione e qualità della vita».

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