FERNO – Erano Silvano Fantin, Nino Locarno, Claudio Magnoli, Dante Pozzi e Paolo Salemi i cinque partigiani poco più che ventenni che, il lontano 5 gennaio 1945, vennero uccisi dai fascisti a Ferno. I “Cinque martiri” – come vengono chiamati in paese e nella vicina Samarate – verrano commemorati, per l’81º anniversario dell’eccidio, sabato 10 gennaio 2026. Domenica 18, invece, toccherà alla sezione Anpi di Gallarate tenere vivo il ricordo del partigiano Angelo Pegoraro, ucciso a soli diciannove anni sulla soglia di casa, in quella via che oggi porta il suo nome.
I Cinque martiri
Per Ferno e Samarate, la celebrazione dei Cinque martiri è un momento per ravvivare il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per opporsi al regime.
Il ritrovo è fissato per le 9.30 alla scuola primaria “De Amicis” di Samarate. Da qui, partirà poi il corteo verso il cimitero di Verghera per la commemorazione e la deposizione della corona. Alle 10.15, invece, i cittadini sono invitati al monumento in memoria del comandante di brigata “Fagno”, a Ferno, prima del corteo che porterà a deporre una corona al monumento “Cinque martiri” della scuola primaria “Monsignor Bonetta”. Infine, appuntamento alle 11 nella sala consiliare di Ferno per la commemorazione ufficiale con l’intervento delle autorità, del Ccr, delle quinte della scuola Bonetta e del professor Giuseppe Nigro, rappresentante provinciale di Anpi e presidente della Società storica saronnese. E nel frattempo, nella sala polivalente del Comune di Ferno, è già stata allestita una mostra in ricordo dei martiri.
Il ricordo di Pegoraro
Anche quest’anno – alle 11 di domenica 18 gennaio – la commemorazione di Angelo Pegoraro si terrà nella strada che porta il suo nome. L’attività di Pegoraro nella Resistenza era iniziata nel febbraio 1944 quando – appena diciottenne – venne a contatto con i partigiani nella zona di Novara. Scelse di assumere il nome di battaglia di “Falco” e, nel luglio 1944, prese parte a un’operazione dei Gap a Besnate. Nel dicembre dello stesso anno, invece, partecipò come mitragliere alla Battaglia di Suno. Circa un mese più tardi, nel gennaio 1945, tornò a Gallarate per visitare la madre. Il 16 dello stesso mese, però, venne intercettato e ucciso dai fascisti dalla Brigata Nera locale, morendo sulla soglia di casa a soli diciannove anni.
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