BUSTO ARSIZIO – «Assoluzione per tutti gli imputati». Nel processo Piazza Pulita bis, arrivato ormai alle battute finali davanti ai giudici del tribunale di Busto Arsizio, oggi, lunedì 12 gennaio, la parola è passata alle difese. Nella scorsa udienza il pubblico ministero Nadia Calcaterra, che ha coordinato l’intera inchiesta aveva chiesto condanne tra i 4 e i 9 mesi per i cinque imputati Enrico Barbarese, ex dirigente per lo sviluppo organizzativo del Comune di Legnano, il suo predecessore Enrico Peruzzi, l’ex presidente di Amga Catry Ostinelli , l’ex direttore di Euro.PA Mirko Di Matteo e l’ex direttore generale di Amga Paolo Pagani.
L’inchiesta madre
Il procedimento nasce dall’inchiesta Piazza Pulita l’inchiesta che, nel 2019, decapitò l’amministrazione di Legnano con l’arresto dell’allora sindaco Giambattista Fratus, del suo vice Maurizio Cozzi e dell’allora assessore alle Opere Pubbliche Chiara Lazzarini. I tre, condannati in primo grado, sono poi stati assolti definitivamente in Appello. La sentenza è infatti passata in giudicato.
Non erano gare
Dopo la discussione del Pm sono dunque arrivate le arringhe dei difensori che puntano all’assoluzione con la formula più ampia per tutti gli imputati. Per l’accusa «I protagonisti di tutte le vicende hanno avviato delle “selezioni ombra” rispetto alle selezioni ufficiali, finalizzate ad individuare il prescelto che avrebbe dovuto essere nominato: si tratta di intese occulte che hanno alterato le procedure», aveva detto il pubblico ministero Calcaterra in sede di discussione. I difensori, oggi, hanno puntato su un concetto considerato fondamentale per provare l’innocenza degli imputati: quelle contestate dall’accusa non erano gare ma procedure di selezione. I legali hanno parlato di condotte forzate da parte dell’accusa contestando la lettura data dalla procura a chat e intercettazioni che, per le difese, dicono «qualcosa di totalmente diverso». Il 26 gennaio è attesa la sentenza.
Legnano: processo Piazza Pulita bis: chieste condanne tra i 4 e i 9 mesi
