L’universo di Battiato unisce la Sicilia e Rescaldina: lo svela il batterista D’Adda

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Renato Franchi e Gianfranco D’Adda

RESCALDINA – L’universo poetico, spirituale e musicale di Franco Battiato unisce con un tracciato sonoro e cosmico la Sicilia con la cittadina di Rescaldina: un collegamento culturale significativo, descritto in “Lavorare con un genio – Franco Battiato raccontato dai suoi artisti” (Jaca Book), volume in cui il batterista Gianfranco D’Adda ha narrato in prima persona il suo sodalizio con l’autore di “Centro di gravità permanente” a partire dagli inizi musicali con la prima band, al primo concerto tenuto all’età di sedici anni nello storico Teatro La Torre, con Renato Franchi presente nelle pagine insieme al pianista Gianni Colombo nell’analisi di strutture, arrangiamenti e testi di diverse canzoni.

Com’era l’uomo e com’era l’artista

“Lavorare con un genio – Franco Battiato raccontato dai suoi artisti” è il primo libro che raccoglie i ricordi e le esperienze di coloro che hanno lavorato con il cantautore siciliano. In primo piano i racconti di D’Adda, batterista e percussionista di Franco dal 1970 al 1985, e amico di una vita. L’attenzione è posta non solo su episodi, aneddoti e backstage sconosciuti, ma soprattutto su come Battiato lavorava, sperimentava, com’era l’uomo e com’era l’artista. Un focus è posto anche sulla meditazione, che praticava tre volte al giorno.
Nelle trecento e più pagine, comprendenti un buon numero di fotografie, Walter Pistarini ha realizzato appositamente per l’opera interviste esclusive ad artisti come Juri Camisasca, Vincenzo Zitello, Paolo Raimondi, Filippo Destrieri, Roberto Cacciapaglia, Lino Capra Vaccina e Michele Fedrigotti.

Il percorso album dopo album e la mostra a Roma

L’approccio è cronologico: si parte dagli inizi, su cui ancora poco si sapeva, per poi seguire il percorso artistico di Battiato album dopo album. Per ognuno è presente una breve scheda di contesto seguita dai ricordi, a volte del lavoro in studio e a volte dei live. Il volume è corredato da una ricchissima iconografia in gran parte mai pubblicata – come le foto del compositore a Parigi – che fa uso anche di materiale notevole raccolto negli anni (i manifesti dei tour, la tuta usata nei concerti Fetus/Pollution, il microfono, gli occhialini e molto altro). 
Completano il libro una bibliografia e una discografia aggiornate, oltre a una straordinaria appendice del tutto inedita con oltre mille date dei concerti, un vero unicum. D’Adda è parte attiva anche in “Franco Battiato – Un’altra vita”, importante mostra che oggi, sabato 31 gennaio, è stata inaugurata al Maxxi di Roma: tra i vari pezzi esposti ci saranno cimeli e memorabilia unici provenienti dalla sua collezione personale.

Il suono mitteleuropeo: classica, etnica, elettronica e pop

Nato nel 1950 a Rescaldina, Gainfranco D’Adda è sempre stato innamorato della musica: sulle orme del padre Alessandro, musicista, si è appassionato al ritmo in battere e levare studiando con impegno e perfezionando il suo stile con maestri di levatura internazionale. Tutto è poi nato dall’incontro con il musicista e cantautore legnanese Renato Franchi (ancora oggi fianco a fianco sulla strada del rock d’autore): insieme costituirono The New Vox Band, gruppo che, partendo dal beat, si è poi specializzato nella soul music e nel rhytm and blues, riscuotendo un notevole successo con serate e numerosi concerti in alta Italia.
Poco dopo fondò con Gianni Mocchetti i Cristalli Fragili: è con questo gruppo che incontrò il giovanissimo Battiato, dalla cui personalità rimane folgorato. Nacque così un rapporto che è durato più di trent’anni, prima come batterista e percussionista, poi come amico fedele e collaboratore. Con l’artista, allora agli esordi, Gianfranco ha contribuito alla costruzione del suo suono mitteleuropeo, fatto di un incrocio e incontro tra musica classica, etnica, elettronica e pop di qualità che ne ha contraddistinto tutta la produzione. ha inoltre realizzato molte collaborazioni nell’ambito della musica, del teatro, della danza, delle arti visive, partecipando anche a diverse produzioni televisive, inclusi progetti con la Rai e videoclip.
Ha lavorato con nomi di fama internazionale come Juri Camisasca, Fulvio Renzi, Riccardo Rolli, Gang, Pfm, Alfredo Cohen, Jerzy Grotowski, Adriano Spatola (poesia visiva), Stefano Senardi (produttore discografico), Elena Lago (danza e teatro), Pierangelo Pandiscia, Massimo Priviero, Alberto Bertoli, Osvaldo Di Dio, Ombretta Colli, Alice, i varesini Those e infine, come percussionista stabile, ormai da vent’anni con Renato Franchi & His Band.

Una delle voci più apprezzate negli studi su Fabrizio De André

Walter Pistarini, nato ad Albano Laziale nel 1952, si è laureato in Lettere, arte musica e spettacolo. Dopo una carriera come informatico si è dedicato completamente alla scrittura, seguendo le sue vere passioni. Il primo lavoro editoriale risale al 1990, con un saggio sul project management. Successivamente si è affermato come una delle voci più apprezzate nel panorama degli studi su Fabrizio De André.
È fondatore di www.viadelcampo.com, uno dei primi e più visitati siti web dedicati all’artista. È coautore del volume “De André Talk” (Coniglio Editore, 2008). Ha inoltre pubblicato “Il libro del mondo – Le storie dietro le canzoni di Fabrizio De André” (Giunti 2010); “Fabrizio De André – Canzoni nascoste storie segrete” (Giunti, 2012); “Fabrizio De André – Il libro del mondo” (Giunti 2018/2025); con Claudio Sassi “Collezionare De André” (self publishing 2022); e “Fabrizio De André – Ho paura di fare il poeta” (Rizzoli Lizard 2024); “Canzoni per un sogno – Prima enciclopedia della canzone ecologista Vol. 1” (Cose Note Edizioni, 2025).

«Un invito a percorrere i sentieri che Battiato ha aperto»

«Questo libro non è soltanto un ricordo, ma un invito a percorrere i sentieri che Battiato ha aperto, tra note, silenzi e parole che ancora oggi illuminano chi cerca senso e bellezza: parlare dello zio – così Cristina Battiato – significa per me evocare un universo di musica, poesia e ricerca interiore che continua a toccare la mia vita e quelle dei suoi ammiratori.
In queste pagine Gianfranco D’Adda e Walter Pistarini ci accompagnano lungo il suo percorso artistico con delicatezza e profondità, restituendo non solo la cronaca di una carriera, ma soprattutto l’essenza di un uomo che ha saputo trasformare l’arte in un cammino spirituale. Devo ringraziare Gianfranco per aver raccontato mio zio con rispetto, con attenzione e con amore, per avermi permesso di ritrovare, tra queste righe, quella voce che ancora oggi sa guidarmi, consolarmi e sorprendermi».

A Legnano album live per Renato Franchi con la rabbia della Kanzonaccio Band

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