Rock d’autore, a Legnano Renato Franchi si racconta un libro di venticinque canzoni

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LEGNANO – «Il libro “Lungo la strada” racconta la storia della mia vita, con la musica come filo conduttore. Ma sebbene ciascuno dei capitoli riporti il titolo di un brano, non si tratta di un’autobiografia fatta solo di canzoni. Nelle pagine parlo, in un discorso che è anche antropologico e sociologico, delle trasformazioni della società che ho vissuto, soprattutto dal punto di vista del mondo del lavoro». Come ha sottolineato Renato Franchi (qui sopra in uno scatto di Giovanni Tagliavini), cantautore con oltre venti album all’attivo e duecento pezzi originali depositate alla Siae, riguardo all’incontro di domani, venerdì 20 giugno, che lo vedrà dialogare con Gianni Zuretti, autore della postfazione, alle 21 alla Biblioteca di Legnano, «il racconto di questi cambiamenti vuole anche mettere in evidenza l’incontro, o meglio, lo sguardo rivolto a incontrare l’altro che fa parte della mia impostazione».

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Fabrizio De André e Le Voci del Partigiano

«Come gruppo di otto componenti, abbiamo una flessibilità tale da poterci presentare in numerose formazioni sonore», ha detto l’artista del progetto che, noto inizialmente come l’Orchestrina del Suonatore Jones, ha poi assunto il nome di Renato Franchi & His Band per l’impronta più personale data ai pezzi.
«“Orchestrina” era un omaggio alle canzoni della cultura popolare e il “Suonatore Jones” a Fabrizio De André; ma non ne siamo stati una cover band perché abbiamo sempre dato una nostra interpretazione dei suoi brani. Perciò da un lato c’erano i nostri dischi originali, dall’altro la parte di tributo a lui: in effetti ho iniziato con una chitarra elettrica in mano, suonando beat e rock’n’roll». Ultimamente l’attenzione di Franchi si è rivolta al tema della Resistenza, con la fondazione della vocal band Le Voci del Partigiano; l’ultimo album “17 fili rossi +1”, da lui curato e dedicato alla strage di Piazza Fontana, ha visto la collaborazione di nomi come Moni Ovadia, Yo Yo Mundi e Casa del Vento e nel 2024 si è classificato secondo alle Premio Tenco 2024 nella categoria “miglior album a progetto”.

Musica e impegno sociale: un binomio inscindibile

Significativi sono stati i viaggi compiuti dai musicisti in Germania – «quattro giorni prima che cadesse il Muro di Berlino» Est e Ovest, in ex Jugoslavia e ad Auschwitz. Ma nel canzoniere di Franchi si colgono anche echi di eventi che hanno segnato la storia recente, come la strage del treno Italicus, la tragica uccisione dell’operaio Ion Cazacu e i fatti di Genova 2001. L’attività musicale è andata di pari passo con quella di sindacalista della Cgil per oltre un trentennio: «È con dispiacere profondo che ho appreso del mancato raggiungimento del quorum nell’ultimo referendum; in merito c’è ancora una riflessione da fare, che non si può liquidare in poche battute. Mi dispiace in particolare per il quesito sugli infortuni mortali sul lavoro, di cui ho un’esperienza diretta non solo per assemblee con associazioni datoriali e corsi di prevenzione, ma soprattutto per aver visto tante persone portate via dalla Croce Rossa. È una questione di sensibilità di non aver colto questo aspetto molto importante, ma voglio dare anche una parte di speranza a questa lettura: quantomeno il tema del lavoro come prospettiva di crescita della società è stato rimesso al centro del dibattito».

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La poesia per far riflettere

«Scrivere un libro non è come scrivere canzoni, in cui le parole alludono a significati più profondi, come nella poesia – ha osservato Franchi – ma richiede un’attenzione di tipo diverso». E tra le testimonianze di amici e collaboratori che hanno partecipato al suo cammino lungo le vie del rock d’autore c’è quella di Marino Severini dei Gang, che ha voluto scrivere l’introduzione a “Lungo la strada”.
«Il panorama musicale di oggi è molto complesso e frammentato – ha aggiunto il cantautore di Legnano, che andava a assistere alle prove di De André a Rescaldina per il tour di “Creuza de mä” – credo che ci sia tanta qualità negli artisti ora in voga ma anche che, per la logica del prodotto imperante, non venga fatta emergere la loro vera anima. Stendo poi un velo pietoso sulla volgarità di alcuni e su testi sessisti e violenti, che condanno. Con la musica si possono affrontare tematiche dure in modo sempre poetico, facendo riflettere le persone attraverso metafore».

Omaggio dei Those alla musica di Battiato, al Nuovo di Varese “Nonosonocover”

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