SAN GIORGIO SU LEGNANO – Pubblichiamo le osservazioni del gruppo di minoranza Uniti per San Giorgio alle decisioni prese dall’amministrazione comunale sul Pala Bertelli (nella foto) e ratificate in consiglio comunale.
Nel consiglio comunale del 21 gennaio, chiamato a pronunciarsi sulla proposta di riqualificazione e ampliamento del Pala Bertelli, la maggioranza ha confermato la propria volontà di procedere lungo un percorso già definito, limitando il dibattito a una presa d’atto formale e rifiutando ogni confronto nel merito delle numerose criticità sollevate. Come minoranza consiliare abbiamo evidenziato gravi profili di illegittimità procedurale, assenza di valutazione preventiva dell’interesse pubblico, uso esclusivo di un bene comunale strategico e rilevanti criticità economico-finanziarie a carico della collettività.
L’interesse pubblico viene dichiarato a posteriori, quando il progetto è già stato redatto, inserito nella programmazione delle opere pubbliche e accompagnato da una bozza di convenzione di lungo periodo. Un ribaltamento della corretta sequenza amministrativa che trasforma il consiglio comunale in un organo chiamato a ratificare scelte già assunte. L’intero impianto argomentativo della maggioranza si regge sull’assunto secondo cui l’opera sarebbe di interesse pubblico in quanto inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche: un assunto che risulta giuridicamente e amministrativamente infondato. L’inserimento di un intervento nel Piano triennale, infatti, non equivale né sostituisce la preventiva dichiarazione di interesse pubblico, ma ne presuppone l’esistenza a monte, a seguito di una valutazione formale, motivata e completa.
Interesse pubblico dichiarato a posteriori
Nel caso del Pala Bertelli, l’interesse pubblico avrebbe dovuto essere dichiarato prima dell’avvio dei lavori e prima di qualunque impegno sull’intero pacchetto dell’operazione, comprensivo non solo delle opere, ma anche della convenzione di gestione di lungo periodo. Dichiararlo a posteriori significa tentare di legittimare retroattivamente scelte già compiute, ribaltando la corretta sequenza procedurale prevista dalla normativa.
È quindi falso sostenere che l’interesse pubblico discenda automaticamente dall’inserimento nel Piano triennale: al contrario, è proprio la mancanza di una dichiarazione preventiva e complessiva di interesse pubblico che rende l’intera operazione fragile, discutibile e, a nostro avviso, illegittima. Un castello argomentativo che la maggioranza continua a difendere, ma che non regge né sul piano giuridico né su quello della trasparenza amministrativa.
Conflitto di interessi di un consigliere
Particolarmente grave è quanto avvenuto sul tema del conflitto di interessi. Durante la seduta, alla luce di circostanze evidenti e in precedenza negate, la consigliera (di maggioranza, ndr) Linda Morelli è stata fatta allontanare dall’aula, riconoscendo di fatto l’incompatibilità della sua permanenza durante la discussione e la votazione del punto. Resta tuttavia incomprensibile perché la consigliera abbia inizialmente ritenuto di poter rimanere in aula nonostante un potenziale conflitto di interessi palese, più volte segnalato dalla minoranza; una condotta che solleva interrogativi politici seri sul rispetto delle istituzioni, delle regole e del ruolo che ciascun consigliere è chiamato a svolgere nell’interesse generale.
Sul resto delle questioni sollevate, dall’assenza di una procedura pubblica comparativa, alla concessione quindicennale del Pala Bertelli, fino all’utilizzo estremamente limitato della struttura per i cittadini e le scuole, la maggioranza ha scelto di non rispondere nel merito. Di fronte a rilievi puntuali, supportati da dati, documenti e riferimenti normativi, la maggioranza si è rifugiata in affermazioni generiche e richiami astratti al valore dello sport, evitando accuratamente di confrontarsi con i nodi politici e amministrativi posti. Un atteggiamento che conferma come l’obiettivo non fosse discutere l’interesse pubblico dell’operazione, ma semplicemente legittimare scelte già assunte, sottraendole a un reale controllo democratico.
Scuole e cittadini lasciati fuori
Riteniamo che questa operazione, così come impostata, non tuteli l’interesse pubblico, ma sottragga di fatto un bene comunale alla disponibilità della comunità per molti anni, senza garanzie, senza confronto e senza trasparenza. Alla luce degli atti, delle tempistiche e delle modalità con cui l’operazione è stata costruita, riteniamo che l’intervento sul Pala Bertelli sia stato impostato esclusivamente nell’interesse di soggetti privati, e non della collettività. Un’operazione cucita su misura per consentire a pochi beneficiari di realizzare un investimento su un bene pubblico, senza una preventiva e trasparente valutazione dell’interesse generale e senza alcuna procedura comparativa.
È un dato oggettivo che, contestualmente a questa operazione, i soggetti coinvolti abbiano intercettato un rilevante beneficio fiscale, ottenendo vantaggi economici significativi grazie all’utilizzo di risorse e strumenti pubblici. Tutto ciò mentre il Comune si è assunto vincoli, responsabilità e oneri futuri, e la cittadinanza ha visto ridursi la disponibilità e la fruibilità di una struttura comunale strategica. Questo squilibrio evidente tra benefici privati immediati e ricadute pubbliche incerte, se non marginali, conferma che l’interesse pubblico è stato evocato solo formalmente, a posteriori, per legittimare un’operazione già definita e funzionale ad altri interessi. Una modalità di agire che riteniamo politicamente inaccettabile e istituzionalmente grave.
Per queste ragioni, come già annunciato in aula, porteremo tutta la documentazione agli organi competenti di controllo, affinché venga valutata la correttezza dell’iter seguito e delle decisioni assunte.
Gruppo consiliare Uniti per San Giorgio
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