Trecate, atterra anche il “Patto per il Nord”: da soli al primo turno?

Trecate elezioni Patto Nord
Maurizio Gavioli ad un gazebo di Patto per il Nord

TRECATE – Il quadro già assai complesso del centrodestra a Trecate si complica ulteriormente. In una sorta di inarrestabile “cupio dissolvi” che sta frantumando quello che è sempre stato il proprio vantaggio competitivo, cioè l’unità, il fronte destro dello schieramento politico si frammenta ulteriormente: entra infatti in scena anche il  Patto per il Nord.

Il movimento, ufficializzato a livello nazionale all’inizio dell’anno, aveva già fatto la sua comparsa in città lo scorso autunno con un’iniziativa pubblica contro il progetto del ponte sullo Stretto. Collocato nell’area del centrodestra, Patto per il Nord nasce soprattutto dall’iniziativa di ex iscritti ed elettori della Lega, critici nei confronti dell’attuale leadership di Matteo Salvini.

Gavioli: verificare se ci sono le condizioni

A confermare l’intenzione di scendere in campo anche a Trecate è il responsabile provinciale Maurizio Gavioli – già consigliere comunale leghista a Novara – che in una nota parla apertamente della possibilità di presentare una lista propria. Una decisione che, spiega, è maturata dopo una prima fase di analisi politica e organizzativa, avviata nonostante il calendario elettorale ormai serrato. L’obiettivo dichiarato è verificare se esistano le condizioni per proporre un progetto riconoscibile e radicato sul territorio.

Il movimento rivendica una posizione autonoma

Al momento, a fianco di Gavioli non ci sono nomi di “ex” né del Carroccio né di altre formazioni politiche. E anche sul piano delle alleanze, il movimento sembra rivendicare una posizione di autonomia, pur collocandosi naturalmente nell’area del centrodestra. La linea che al momento sembra prevalere sarebbe quella di una candidatura indipendente al primo turno, con la possibilità di valutare altri scenari solo in una fase successiva.

Sia come sia, di fatto lo sbarco nordista non fa che rendere ancora più ancora più frammentata l’offerta politica nel campo del centrodestra.

A caccia dei voti dei delusi della Lega

Tutto da capire quale sarà il peso effettivo della nuova sigla, ma non c’è dubbio che potrebbe intercettare una parte dell’elettorato tradizionalmente vicino alla Lega ma deluso, in un contesto dove le dinamiche interne alla coalizione continuano a giocare un ruolo decisivo.

Nelle prossime settimane si chiarirà se il progetto riuscirà a tradursi in una candidatura solida e in una lista strutturata o se resterà soprattutto un segnale politico: quello di un’area del mondo nordista che cerca nuove forme di rappresentanza fuori dall’orbita della Lega salviniana, anche nelle realtà locali.

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