LEGNANO – Primi commenti della politica cittadina al progetto illustrato dall’amministrazione comunale per l’area della Manifattura a Legnano (sopra, una ricostruzione verosimile di come sarà). Riportiamo di seguito le osservazioni del consigliere civico di minoranza Franco Brumana.
Ieri, 12 febbraio, il sindaco ha esaltato il progetto della Manifattura con la solita sua iperbolica retorica e addirittura l’ha definito emblematico della “rigenerazione del patrimonio storico della città, rimettendolo in gioco per guardare al futuro”. L’operatore privato aveva comperato all’asta tutta la Manifattura ad un prezzo ridicolo, ma il sindaco e la sua maggioranza avevano respinto la mia proposta, presentata in consiglio comunale, di esercitare il diritto al riscatto della parte storica ad un prezzo proporzionale a quello dell’asta. Avevano preferito spendere molto di più in opere quantomeno discutibili e non disturbare il grande affare del privato divenuto proprietario.
Ora con il nuovo progetto si fa omaggio della edificabilità di tre nuovi grattacieli a ridosso dei pregiati edifici storici, senza preoccuparsi di snaturare la prospettiva, la visione e la percezione intellettiva e sensoriale del complesso monumentale.
Ignorate le direttive della Soprintendenza
Il sindaco non si preoccupa nemmeno delle prescrizioni della Soprintendenza, che aveva stabilito che nella porzione ora destinata alle tre nuove torri “l’articolazione planivolumetrica della eventuale nuova destinazione dovrà tener conto dei mutui rapporti volumetrici e della visuale verso gli edifici tutelati della fabbrica e del villino del direttore”. Chissà con quali argomentazioni il Comune e la proprietà cercheranno di eludere queste disposizioni? Certo è che i tre grattacieli costituiscono una barriera visiva di grandi dimensioni e non rispettano proporzioni volumetriche accettabili rispetto agli edifici storici.
No alle demolizioni di edifici carichi di fascino
Risulta poi che lo stabile che ricomprende la chiesetta, dove si sposavano le giovani lavoratrici che vivevano in fabbrica, l’asilo che ospitava i loro bambini e il meraviglioso piccolo teatro, verrà demolito per essere sostituito da una palazzina di appartamenti, che avrà l’unico vincolo di mantenere la stessa altezza e il medesimo sedime. Inoltre uno dei due convitti dove vivevano le giovanissime lavoratrici verrà “svuotato” in parte al piano terreno per renderlo transitabile. Questi due edifici hanno un’importanza fondamentale e un fascino particolare per le memorie che custodiscono e perché rappresentano la peculiarità della Manifattura, che era una sorta di cittadella a sé stante dove le ragazze passavano il loro tempo anche non lavorativo e venivano vigilate dalle suore.
Il progetto magnificato dal sindaco contrasta quindi totalmente con il documento sottoscritto da oltre mille cittadini che chiedevano la tutela e la valorizzazione del complesso della Manifattura.
Consiglio comunale tenuto all’oscuro
Questo progetto è stato una vera sorpresa perché è frutto di trattative con la proprietà, che sono state mantenute rigorosamente segrete e nascoste anche ai consiglieri comunali in spregio ai più elementari principi di democrazia, di trasparenza e di partecipazione. A tutt’oggi si può sapere solo quanto dichiarato nella conferenza stampa riservata ai soli giornalisti accreditati.
Già ora però dalle poche notizie riportate dai giornalisti presenti possiamo qualificare questa operazione immobiliare come “Manisciagura” più che come la definisce il nostro sindaco “Manifutura”.
Franco Brumana
Consigliere comunale Movimento dei Cittadini
Radice ricandidato sindaco a Legnano presenta la “Manifutura” col nuovo grattacielo
