LEGNANO – Sede vincente non si cambia. Tutto cominciò qui, nel dehors di un bar dell’Oltresempione, quasi sei anni fa (correva il luglio del 2020). Allora con mascherine e distanziati in piena emergenza coronavirus, oggi, addì 14 febbraio 2026, per fortuna assai più rilassati, ma anche motivati per i risultati raggiunti nell’amministrazione della città e per le prospettive aperte per il suo futuro. Non cambiano i protagonisti e il colore (arancione), la coalizione sì: al Pd, unico partito nazionale, e alle liste civiche ora rappresentate in consiglio comunale si aggiunge Fare centro con Radice. Presenti assessori e consiglieri di maggioranza, tutti pronti a sostenere, di nuovo e con la fiducia di fare il bis, la candidatura di Lorenzo Radice a sindaco di Legnano nelle prossime elezioni amministrative (nelle foto).
Parole chiave: percorso, visione, squadra. E scarpe
Nel giorno di San Valentino Radice esordisce così: «La cosa più bella capitata in questi anni è il fatto che ci sia un gruppo che è cresciuto in consapevolezza, qualità, quantità e che mi ha permesso umanamente, non solo politicamente, di andare avanti in questi cinque anni. Non ci sono “soldatini” ma persone che lavorano, si fanno il mazzo, si mettono in gioco e discutono. L’obbiettivo è far tornare Legnano guida di un territorio». Parole chiave: percorso, visione, scarpe («le mie, da cambiare dopo aver percorso in lungo e in largo la città per raccoglierne i bisogni e visionare i lavori»), confronto, lavoro di squadra. «Barca ferma non governa – sentenzia – Siamo qui a parlare soprattutto di un “noi”, una squadra. L’8 febbraio 2020 annunciavo la mia candidatura, ripresentarmi non è stata una scelta facile. Molti la davano per scontata, ma non c’è una persona buona per tutte le stagioni.
«Gli anni sono scorsi velocissimi, l’immagine che ho in testa siamo noi che corriamo su e giù nel Palazzo Malinverni tra un progetto e l’altro. Oggi c’è la stessa energia di sei anni fa, ma molta più consapevolezza. Questa città – ha proseguito il sindaco uscente – non ha bisogno di spettatori o leoni da tastiera, ma di cittadini vivi attivi veri e appassionati. Possiamo prenderci tante critiche, come sulle piste ciclabili, ma siamo stati di parola, abbiamo fatto quello che avevamo detto. Serve il confronto di idee, serve una politica per fare qualcosa, non contro qualcuno. E di idee ne abbiamo ancora, su cose pratiche e quotidiane, dalle strade alle pattuglie notturne. Serve un progetto per il centro dalla stazione al Sempione, un palazzetto dello sport fatto come con la piscina, cioè in partnership. Per tutti questi motivi noi ci siamo e ci mettiamo in gioco».
«Raggiunto l’82% degli obbiettivi»
In cima alle cose fatte Radice mette Neutalia e l’economia circolare. «Sul termovalorizzatore non ci siamo rimangiati tutto, abbiamo cambiato alcune cose dopo averne capito la complessità e la responsabilità che comportava. Era Accam che non funzionava ed era decotta, c’è stata la forza insieme con Amga, Agesp, Cap e i sindaci del territorio di fare importantissimi passai avanti, con una operazione da 130 milioni di euro di cui mi chiede come abbiamo fatto anche il sindaco di Roma Gualtieri. Sono profondamente orgoglioso di quello che stiamo lasciando». Su 191 promesse fatte nel programma del 2020, Radice ostenta di averne mantenute 157 (l’82%), insieme con i 100 milioni di investimenti grazie al Pnrr. Ultima in ordine di tempo, la “Manifutura”, «progetto che permetterà davvero alla città di ripartire. E c’è un “+1”: l’università, che non era prevista nel programma».
Novità, la lista dell’ex di Azione

Il segretario del Pd cittadino Giacomo Pigni sottolinea «il metodo di lavoro (lo stesso su cui Radice chiosa: «chi non ha voluto camminare con noi, non lo ha riconosciuto») e l’aver creduto in una politica basata sulla fiducia. Fiducia che dobbiamo continuare a meritare dai cittadini. Altra promessa importante sono stati i valori: siamo partiti da una situazione in città assai movimentata, abbiamo basato la nostra politica sulla trasparenza e su valori non negoziabili e senza retropensieri. Vogliamo realizzare una città innanzitutto pubblica, restituendo spazi pubblici ai cittadini. La città appartiene a chi la vive. Altro concetto su cui continuare a lavorare tanto è la città sociale, con l’aumento della domanda ma minori risorse, dedicandoci e minori, solitudine e giovani famiglie. E poi sanità e casa, il cambiamento della Manifattura e la mobilità integrata nel sistema metropolitano. Infine la smart city, con interventi tecnologici sulla città».
Sono seguiti gli interventi di Roberto Casero, coordinatore di riLegnano («la popolazione è in continuo aumento non, prutroppo, per il saldo di natalità, ma perché la città è attrattiva»), Eligio Bonfrate, presidente di Insieme per Legnano («dopo 18 anni siamo alla quinta elezione, fatto non scontato per una lista civica»), Daniela Colombo, coordinatore di Legnano Popolare che forma un unico gruppo con la lista precedente («non riproponiamo una formula di comodo, ma ci ripresentiamo perché abbiamo verificato sul campo che questa sintesi funziona») e Paola Barbazza di Fare Centro, già referente cittadina di Azione.
«Siamo la novità – ha detto quest’ultima – con tre priorità: sviluppo economico, giovani e sicurezza. Il nome della nostra lista non è uno slogan, ma vuole dare significato alle singole parole: “fare”, approccio pragmatico e non ideologie; “centro”, un aggancio alla nostra identità di area politica, Azione, Italia Viva e il Partito liberaldemocratico di Marattin, cioè il vero terzo polo; “con”, perché vogliamo aprirci e lavorare con gli altri; e ovviamente Radice. Ci piace parlare di merito, in politica se ne parla poco. Non è una scelta determinata da un posizionamento politico nazionale, appoggiamo persone che siamo convinti hanno fatto bene».
Riprende il confronto diretto con i cittadini
Domani, domenica 15, la coalizione di centrosinistra proseguirà la campagna di confronto e ascolto avviata nei mesi scorsi sui temi che più stanno a cuore ai legnanesi. Dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 nel tratto della Ztl centro di corso Garibaldi, davanti al civico 10, si parlerà di edilizia pubblica e di servizi sociali, di ex Manifattura e di università e di quali sono stati i risultati ottenuti in cinque anni di governo della città con il sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali presenti.
«Ma quale Manifutura a Legnano, il progetto di Radice è una Manisciagura»
