Busto Rinasce non si ferma: il tour di Loschiavo nell’ex sede di Fratelli d’Italia

BUSTO ARSIZIO – «La politica si occupa di poltrone e di gestione del potere, noi ascoltiamo la città». L’ex assessore Salvatore Loschiavo è pronto per la terza tappa del tour nei quartieri del suo movimento Busto Rinasce: mercoledi 11 marzo tocca a Sant’Edoardo. E la location sembra quasi di per sé una sfida, perché l’incontro Ama (Ask Me Anything) è in programma allo Spazio1 di viale Pirandello, che è stata la sede di Fratelli d’Italia. Proprio il partito uscito con le ossa rotte (e ancora a bocca asciutta) dalla recente partita del rimpasto di giunta.

La nemesi

Quasi una nemesi. Perché Salvatore Loschiavo aveva irritato il circolo dei “Fratelli” ai tempi delle elezioni europee per aver sostenuto Mario Mantovani insieme all’altro assessore Maurizio Artusa («ce lo ha chiesto il sindaco» avevano spiegato) ed era stato preso di mira in particolare da FdI sul Pums, poi bloccato. E oggi, mentre il circolo dei meloniani si lecca le ferite dopo aver ricevuto una porta in faccia sulla loro richiesta di un secondo assessore, Loschiavo si presenta in quella che è stata la sede dei “Fratelli”, oggi rimasti ancora una volta senza una casa, per rispondere alle domande dei cittadini di Sant’Edoardo. Anche plasticamente, per Busto Rinasce può sembrare un modo di occupare un vuoto.

Rimpasto? Bocciato

E nel frattempo l’ex assessore civico attacca sul rimpasto (mancato) di giunta, che era stato invocato proprio da Fratelli d’Italia con la richiesta di aumentare la propria presenza nell’esecutivo Antonelli. «In questi giorni si parla di deleghe ridistribuite, di equilibri ricomposti, di nuovi incarichi che dovrebbero accompagnare l’ultimo tratto di una gestione durata dieci anni – le parole di Salvatore Loschiavo – è un movimento interno, quasi ordinario. Ma la sensazione, fuori dal palazzo, è diversa. Più fredda. Più distante. Perché mentre si riorganizzano le poltrone, in città si abbassano le serrande». L’accusa è di una politica lontana dai cittadini: «Nel racconto ufficiale, gli errori raramente vengono nominati. Non si parla delle scelte che hanno prodotto fratture, delle priorità invertite, dei progetti annunciati con enfasi e rimasti a metà – attacca Loschiavo – si preferisce una chiusura ordinata, quasi elegante, come se dieci anni potessero essere riassunti in un cambio di deleghe. Il distacco nasce qui. Non dall’avvicendamento in sé, ma dall’impressione che la politica discuta di sé mentre la città chiede altro. Non grandi parole. Non promesse da campagna elettorale. Solo una direzione chiara e la sensazione che qualcuno stia guardando davvero fuori dalle finestre del palazzo».

Il terzo AMA

Busto Rinasce aprirà le porte del salone di viale Pirandello ai cittadini: «Gli AMA sono incontri aperti in cui chiunque può fare qualsiasi domanda – spiegano – sul quartiere, sulla città, sul futuro. Su quello che non funziona e su quello che si potrebbe fare davvero. Salvatore Loschiavo risponde con onestà e professionalità». Si parlerà «di quello che pesa ogni giorno su chi abita qui – preannuncia Busto Rinasce – viabilità e traffico pesante, sicurezza sulle strade, illuminazione, spazi pubblici, servizi che mancano o non bastano. Temi concreti, non slogan. Perché un quartiere si ascolta prima di tutto».

«Uscire la sera è un problema». Il primo affondo di Busto Rinasce è sulla sicurezza

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