Gallarate, Di Battista: «Meloni sacrifica le idee per la carriera». Iacchetti lo applaude

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Alessandro Di Battista

GALLARATE – Potrebbe parlare per molto più tempo. Perché di cose da dire, ce ne sono. Ce ne sono così tante che non basta poco più di un’ora e mezza di monologo, di fronte a una platea in silenzio che lo ascolta snocciolare numeri, nomi, azioni militari e strategie politiche che fanno accapponare la pelle. Un silenzio che viene interrotto da qualche sospiro e ogni tanto da un applauso per dare – e darsi – un po’ di coraggio. Alessandro Di Battista sale sul palco del Teatro Condominio a Gallarate e racconta un mondo – quello di oggi – piegato dalle bestialità della guerra. Dal Vietnam all’Ucraina, da Gaza al Medio Oriente. Tutto ciò che si trova in mezzo è trainato da quella «narrazione bellicista che ha bisogno di menzogne» per tenere sotto scacco interi popoli. E poi c’è l’Italia, che ha un (non) ruolo: «Siamo satelliti degli statunitensi, sudditi del sionismo e dei sionisti».
In mezzo al pubblico, c’è un ospite speciale, accolto da uno scrosciante battere di mani: Enzo Iacchetti. È l’amico coraggioso che a sua volta parla di coraggio: «Alessandro va amato da tutti». Punto.

Un mondo in guerra. Il ruolo dell’Ialia

Scomode verità è il titolo del libro e del monologo che ieri, 13 marzo, è andato in scena al Condominio. Centrale è il tema della guerra, di ieri e di oggi. Anzi, le guerre di oggi. Un viaggio attraverso i Paesi che si difendono dalle bombe, sotto quelle forze mondiali che foraggiano e portano avanti i conflitti. Ancora e ancora. Con le conseguenze che, inevitabilmente, ne derivano. Tra immagini, video e stralci di articoli di giornale, Di Battista ha raccontato la «narrazione» che fa leva sulle «menzogne fatte di parole, ma anche di silenzi». E poi le paure. Che non sono solo quelle del soppresso, dell’indifeso, ma sono anche della mano che lo ferisce: «Ciò che spaventa il sistema è un popolo che sa pensare». Le armi sono diverse e tante: esplodono colpi, certo. Ma sono anche una forma di psicologia meschina e infima: «Il sadismo è una strategia», ha detto. «Provoca una reazione, e solo sulle reazioni si può creare repressione».
In tutto ciò, qual è il posto dell’Italia? «Un tempo eravamo ascoltati nel mondo arabo, oggi siamo satelliti dei sionisti: gentaglia fuori controllo, con Israele che è guidata da fanatici religiosi. E il comportamento dei sedicenti sovranisti è politicamente vigliacco». Di più: «Ritengo che Giorgia Meloni abbia sacrificato le sue stesse idee – perché un tempo sosteneva la causa palestinese – sull’altare della sua carriera. E la storia non glielo perdonerà mai».

Politica e referendum. E la «porcheria»

Ogni tanto arriva la stoccata politica. Tutta italiana, anche. La frecciata va a Carlo Calenda, per esempio, il leader di Azione che «ha più polo della Lacoste nell’armadio che elettori». Oppure a Mario Draghi, con ironia bollato «il Cristiano Ronaldo della politica».
A margine della serata, poi, vengono affrontati ulteriori temi. Che restano centrali. Come il referendum sulla giustizia: «Mesi fa ero convinto avrebbe vinto il Sì. Sfruttavano un momento della scarsa credibilità della magistratura, che è poi l’unica strategia mediatica che stanno portando avanti. In maniera becera e ignobile: Meloni sta mentendo tutti i giorni». Ma anche sui Cinque Stelle, il movimento di cui faceva parte Di Battista, negli anni in cui superava il 30% delle preferenze: «Poi hanno preso decisioni politiche che mi hanno spinto ad andarmene. E, grazie a Dio, oggi cammino a testa alta». Fino alla Remigrazione, tema di cui si è molto parlato a causa del convegno dell’ultradestra europea che si tenne proprio al Condominio. Così Di Battista: «Si dovrebbero eliminare le cause dell’immigrazione clandestina, non dedicarsi soltanto agli effetti: bombardano, uccidono, creano povertà, sfruttano risorse altrui e poi si lamentano dei flussi migratori?». Insomma, «pensa te che porcheria».

Iacchetti, l’amico coraggioso

Poco prima dell’inizio della serata, la sala si è abbandonata a una calorosa accoglienza per Enzo Iacchetti. Note le sue posizioni a sostegno del popolo palestinese, che lo hanno messo al centro del dibattito politico dopo il duro sfogo dello scorso settembre da Bianca Berlinguer. Da lì, è partita un’onda di solidarietà e rispetto nei confronti dell’attore e conduttore televisivo. «Di Battista è un amico, mi ha difeso ed è un uomo di grande coraggio», ha spiegato. «Va amato da tutti per quello che fa e per quello che rischia. Lo fa col cuore e con passione». Parole che a fine serata sono diventate un abbraccio, nel foyer del teatro. Con l’ennesimo applauso di supporto.

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