Busto, omicidio Gorla: niente rito abbreviato per Mirti. Processo a giugno

BUSTO ARSIZIO – Il Gup del tribunale di Busto Arsizio Francesca Roncarolo ha rigettato la richiesta di ammissione al rito abbreviato presentata dall’avvocatessa Roberta Bono, legale di Emanuele Mirti, il 50enne di Castellanzafermato poche ore dopo l’omicidio di Davide Gorla commerciante di 64 anni accoltellato a morte nel suo negozio di via Milano a Busto lo scorso 25 giugno.

Il fratello della vittima parte civile

Mirti è stato rinviato a giudizio, il 30 giugno comparirà davanti alla Corte d’Assise del tribunale bustocco. Marco Gorla, fratello della vittima, si è costituito oggi, martedì 17 marzo, parte civile nel corso dell’udienza preliminare. Bono contesta con forza «l’aggravante della premeditazione. Il mio assistito si è sempre dichiarato innocente e a nostro parere ci sono elementi nel fascicolo di indagine che suscitato forti dubbi sule responsabilità di Mirti. Elementi che avremo modo di approfondire nel corso del dibattimento».

Le indagini

Secondo l’accusa a spingere Mirti all’aggressione mortale fu un movente economico. Gorla era il padrone di casa di Mirti, gli affittava cioè l’appartamento in viale Lombardia a Castellanza dove il 50enne viveva. 50enne che, secondo i primi riscontri, sarebbe stato in arretrato con gli affitti accumulando un debito di circa 10 mila euro. A carico del 50enne ci sono diverse immagini registrate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza che vanno, però, contestualizzate. E che non sarebbero affatto nitide, così come sottolineato dall’avvocato Bono che ha sempre parlato di indizi non concordanti a carico del proprio assistito.

Gli elementi discordanti

Non solo i riscontri dei rilievi scientifici effettuati sull’auto di Mirti hanno rivelato come sulla macchina, che per gli inquirenti Mirti utilizzò anche per allontanarsi dal luogo dell’omicidio, non vi fossero tracce ematiche. C’è almeno un testimone che descrive l’omicida di Gorla come completamente sporco di sangue. L’assassino, una volta uscito dal negozio della vittima, si è cambiato i vestiti. Ma, secondo la difesa, non avrebbe potuto ripulirsi così bene da non lasciare nemmeno una piccola traccia ematica sulla vettura usata per allontanarsi dopo aver ucciso. 

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