Busto, Antigone in carcere: «Brande vicino al soffitto. Sovraffollamento al 204%»

BUSTO ARSIZIO – «Sovraffollamento al 204% e letti a castello su tre livelli, con le brande a pochi centimetri dal soffitto». Sono le condizioni del carcere di Busto Arsizio rilevate dalla delegazione dell’associazione Antigone, che si interessa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario. Tra le principali preoccupazioni segnalate, la presenza di «ben 245 tossicodipendenti» e il numero di «eventi critici, 1.142», che si sono verificati negli ultimi sei mesi.

La situazione

Sono in tutto 440 le persone detenute nel carcere di Busto Arsizio, che oggi, 18 marzo, è stato visitato dagli osservatori di Antigone. «Da qui partì la condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 2013, quindi questo carcere rappresenta una importante sentinella dello stato del sistema penitenziario – spiegano dall’associazione – l’istituto versa in una condizione di forte sovraffollamento. Al momento della visita erano presenti 440 persone detenute a fronte di una capienza regolamentare di 240 posti, con un tasso di affollamento pari al 204,65%. In numerose stanze di detenzione sono stati installati letti a castello a tre livelli, con la terza branda collocata a pochi centimetri dal soffitto». Dal punto di vista strutturale, inoltre, descrive un edificio «complessivamente in condizioni strutturali e igieniche non soddisfacenti, in particolare nelle sezioni di isolamento (molto fredde), prima e terza sezione, dove diverse celle risultano attualmente inagibili a seguito di una protesta verificatasi il 14 febbraio 2026».

I numeri più allarmanti

Su 440 detenuti, le persone con sentenza definitiva sono 313. Particolarmente elevata è inoltre la presenza di persone con problemi di dipendenza: circa 245 sono tossicodipendenti, 12 alcoldipendenti e 3 affetti da disturbo da gioco d’azzardo patologico (GAP).
Un dato «particolarmente allarmante», per la delegazione di Antigone, riguarda il numero di eventi critici, che nel periodo compreso tra il 10 settembre 2025 e il 10 marzo 2026 ammontano complessivamente a 1.142 episodi. Sul versante delle attività lavorative, all’interno dell’istituto è attiva una grande cioccolateria che offre impiego a circa 40 persone detenute. «È inoltre in fase di avvio – segnala l’associazione – un progetto, in collaborazione con un’azienda del territorio, finalizzato alla realizzazione di casette per uccelli. Parallelamente è stato recentemente sottoscritto un protocollo con Confindustria, Confartigianato, una cooperativa e una società privata per l’apertura di un laboratorio di filati, basato sul recupero e sul riutilizzo delle vecchie divise della polizia penitenziaria».

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