BARASSO – Il Comune di Barasso era stato condannato a pagare 300mila euro di risarcimento. Ora la cifra si abbassa a 68.500 euro. La Corte d’Appello di Milano ha accolto parzialmente il ricorso presentato dall’ente locale e ha riformato la sentenza in merito alla caduta di un ciclista in una strada privata.
Le cifre
I giudici di Appello, si legge in una nota diffusa dall’amministrazione comunale, hanno stabilito che «il 50% delle responsabilità dell’incidente sono da attribuire allo stesso ciclista che, stando alla sentenza, doveva usare maggiore accortezza accedendo ad un’area privata perciò il risarcimento è ridotto a 137mila euro, oltre agli interessi legali e spese processuali». E che «il risarcimento ridotto, pari a 137mila euro rispetto ai 300mila euro comprensivi di interessi legali e spese, dovrà essere ripartito tra Comune di Barasso e la proprietà della strada». Di fatto, prosegue, «si riconosce una responsabilità del danneggiato e l’impossibilità per il Comune di farsi carico dell’intero importo del risarcimento, pur diminuito, per una strada che non è di proprietà pubblica». E ancora: «L’impossibilità di impiegare risorse pubbliche su aree di proprietà privata, principio contabile insindacabile, si scontrava con la decisione del giudice di primo grado che sosteneva l’obbligo di custodia e manutenzione di una strada privata in capo al solo ente pubblico».
«Parzialmente soddisfatti»
Il Comune di Barasso è «parzialmente soddisfatto» per il risultato raggiunto. Si legge nella nota: «Indubbiamente passare da 300mila euro a 68.500 euro è un grande risultato che dimostra la correttezza della scelta di presentare ricorso al giudice di secondo grado. Ciò comporta anche la possibilità per il Comune di liberare le risorse destinate ai servizi che dopo la sentenza sfavorevole di primo grado erano state necessariamente bloccate». Ma aggiunge: «Rimaniamo amareggiati rispetto alla mancata assegnazione di completa responsabilità dell’incidente in capo al ciclista che, consapevole di entrare in una proprietà privata, non ha adottato le giuste precauzioni e la diligenza che avrebbe evitato il verificarsi dell’incidente».
Si valuta il ricorso in Cassazione
Ora si valuterà, di concerto con i legali dell’ente, l’eventuale ulteriore ricorso in Cassazione. «La scelta sarà necessariamente da valutare in modo coordinato con i proprietari della strada con cui, tra l’altro, occorrerà anche dare una pacifica e definitiva connotazione alla strada al fine di prevenire nuovi, possibili e futuri, episodi di questo genere». Conclude: «Ringraziamo il nostro nuovo Ufficio legale, subentrato in questo giudizio di secondo grado, per il grande lavoro svolto».
Incidente ciclista a Barasso, slitta il risarcimento. Il Comune per ora non paga
