BARASSO – In data 4 novembre 2025, presso la Seconda Sezione Civile della Corte d’appello di Milano, si è aperto il procedimento di appello del processo che, in primo grado, ha visto il Comune di Barasso condannato al risarcimento pari a oltre 300mila euro per la caduta di un ciclista in una strada di proprietà privata ricompresa nel territorio comunale.
Accolta la sospensiva
In sede di apertura, su invito del giudice, il legale del ciclista ha acconsentito a rinunciare alla richiesta di pagamento immediato della somma fino a pronuncia della sentenza di appello. A fronte di ciò, il Comune ha rinunciato alla domanda di sospensiva cautelare che aveva avanzato per l’impossibilità dell’ente di pagare subito l’intera somma (come prevede la Legge dopo la riforma Cartabia). Di fatto, attualmente, il risultato importante è che si è raggiunto, tramite accordo tra le parti, un risultato analogo all’accoglimento della sospensiva, come fanno sapere dall’amministrazione. Il Comune non dovrà pagare immediatamente 300mila euro e avrà un margine di tempo più ampio per accantonare le somme dovute secondo la sentenza di primo grado. Attualmente, con tagli significativi alle spese, si è arrivati ad accantonare circa 140mila euro. Le somme restanti dovranno essere ridistribuite sui bilanci delle prossime tre annualità. «E questo comporterà nuovi sforzi e sacrifici per il nostro Comune», dicono dall’amministrazione.
L’auspicio del Comune
Ora prende però avvio il giudizio di merito, in cui il Comune chiede l’integrale riforma della sentenza di primo grado. «Se la Corte riconoscerà l’estraneità di Barasso rispetto a questo incidente, come ci auguriamo, le somme fino a qui accantonate potranno tornare nelle disponibilità del Comune e liberare il bilancio – fanno sapere dall’amministrazione guidata dal sindaco Lorenzo Di Renzo Scolari – confidiamo che l’analisi dei fatti da parte del giudice di appello possa finalmente cristallizzare la natura privata della strada, riconoscere profili e co-responsabilità e in ogni caso quantificare in modo ragionevole i danni, laddove riconosciuti».
Il maxi risarcimento al ciclista ferito che mette in ginocchio il Comune di Barasso
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