Radice: «Opere faraoniche? A Legnano create tante cose utili per la comunità»

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LEGNANO – «Mi sembrano tutte cose essenziali e utili per la comunità. E ritengo doveroso informare i legnanesi su che cosa è stato fatto in questi anni per rilanciare la città con fondi pubblici, creando anche delle opportunità». Così il sindaco Lorenzo Radice ha risposto oggi, mercoledì 25 marzo, alle affermazioni di ieri del candidato sindaco del centrodestra Mario Almici, secondo il quale Radice «ogni giorno è in giro con al seguito telecamere e fotografi per immortalare tagli del nastro di faraoniche opere pubbliche».

«I nostri cantieri nei tempi. Quelli di altri no»

«Faraoniche… – prosegue il sindaco in carica – è imbarazzante sentire queste cose, come gli attacchi sulla tempistica con cui faccio le mie comunicazioni anche sui social: non l’ho decisa io, come non ho deciso le scadenze del Pnrr e degli altri bandi da cui abbiamo reperito risorse. Anche le elezioni avrebbero dovuto svolgersi l’anno scorso, riconosco di aver avuto la fortuna di amministrare per sei mesi in più del previsto. Abbiamo lavorato tanto sulla città pubblica e aggiornato le regole per quella privata, con tante cose realizzate tutte insieme, anche facendo fronte a imprevisti, con i fondi ricevuti nel 2021». Poi, una stoccata a Città Metropolitana: «A Legnano si vede la differenza tra i cantieri seguiti dal Comune, tutti già terminati o nei tempi, e quelli come il Progetto Cambio, che sta interessando largo Tosi, gestiti da altri che sono fermi o in ritardo».

L’occasione di queste osservazioni è stata la visita odierna di alcuni edifici della città interessati nel corso del suo mandato da lavori finanziati con fondi Pnrr e altri bandi: la scuola dell’infanzia di via Cavour, l’ex caserma di via dei Mille e la casa di corte di via Galvani (nelle foto). Al sopralluogo erano presenti anche gli assessori Anna Pavan, Ilaria Maffei, Marco Bianchi, Lorena Fedeli, il consigliere comunale incaricato alle politiche abitative Mario Brambilla e la dirigente del settore Progettazione strategica e opere pubbliche di Palazzo Malinverni Rosalba Russo.

Scuola di via Cavour

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In quella che fu inaugurata nel 1974 come scuola media ed è ora una scuola dell’infanzia sono conclusi due dei tre lotti di lavori per la radicale ristrutturazione e l’efficientamento energetico. L’edificio si presenta oggi con un nuovo rivestimento metallico isolante e che crea giochi di luce sotto il sole. Le aule, isolate acusticamente, permettono di accedere a loggette esterne da porte finestre su entrambi i piani, collegati da un ascensore e da una lunga rampa esterna. Dal prossimo anno scolastico gli utenti (bambini dai 3 ai 6 anni) potranno servirsi anche degli arredi acquistati grazie a una donazione di 100.000 euro fatta da una legnanese in memoria della figlia scomparsa, il cui nome comparirà in una targa che sarà svelata nel pomeriggio di sabato prossimo, 28 marzo, nell’apertura al pubblico del cantiere della scuola che sarà intitolata a Tina Anselmi.

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Ciascuna delle 9 aule dispone di un corpo servizi su misura per i bambini e di una piccola serra bioclimatica che assolve la duplice funzione energetica e didattica. Il corpo aule è ora affacciato sul giardino, dove è in via di completamento uno spazio a prato e con alberi da frutta di oltre 600 metri quadrati. Gli interventi sono costati in tutto 4,5 milioni di euro, di cui 2 da risorse Pnrr, 1 da risorse ottenute con il bando di Regione Lombardia “Recap Europa Verde” e per il resto da risorse del bilancio comunale.

Ex caserma di via dei Mille

legnano lavori pnrr alloggi viadeimilleNell’edificio di proprietà di Città Metropolitana (nella foto in alto e a lato, costruito all’inizio del Novecento e ampliato negli anni Venti) sono stati ricavati 12 appartamenti di varia misura e quattro camere per social housing, dotati di spazi comuni esterni e coperti come ballatoi, una lavanderia, un ampio cortile, una serra con terrazzo, un orto, un deposito biciclette, un parcheggio interno per le auto e un salone. I lavori, il cui collaudo è previsto la prossima settimana, sono stati compiuti nella logica della sostenibilità, con un cortile “spugna”, in grado cioè di smaltire da sé l’acqua piovana e un impianto fotovoltaico sul tetto. Gli arredi saranno a carico degli inquilini che vi alloggeranno o del gestore che sarà individuato con un bando di prossima uscita. L’obiettivo è accogliere quella che è stata definita «una fascia sociale grigia di soggetti fragili che non rientrano fra i destinatari di alloggi Sap ma non riescono a trovare una casa in affitto ai prezzi correnti di mercato» offrendo loro un ambiente comunitario e protetto. L’intervento concluso lo scorso novembre è costato 2.929.000 euro di cui 2.250.000 di fondi Pnrr, 454.000 di risorse del bilancio comunale e 225.000 con risorse del Fondo opere indifferibili (Foi).

Casa di corte in via Galvani

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Qui l’immobile di inizio Novecento sottratto alla criminalità organizzata è stato demolito e ricostruito, ricavando tre mini appartamenti cui se ne sono aggiunti altri due nel deposito al di là del cortile (sotto), anche questo trasformato in “spugna” con pompe di drenaggio. «Il risultato – riprende Radice – è una piccola bomboniera confiscata alla mafia, con un intervento che quindi parla anche di legalità ripristinata nel cuore della città».

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Anche qui, come per l’ex caserma, il Comune è in procinto di lanciare la coprogettazione per individuare il soggetto del terzo settore che si occuperà della gestione dei singoli alloggi. I lavori, conclusi nel settembre 2025, sono costati 1.038.000 euro, di cui 500.000 da fondi Pnrr, 263.650 da risorse del bilancio comunale e 274.496 dalle risorse del Foi.

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