SAMARATE – La Corte d’Assise presieduta da Giuseppe Fazio (Giulia Troina a latere) ha sciolto la riserva oggi, venerdì 10 aprile, al termine del dibattimento accogliendo la richiesta del pubblico ministero Ciro Caramore e degli avvocati di parte civile Manuela Scalia e Simona Cicorella. La Corte ha disposto una perizia pischiatrica a carico di Vincenzo Gerardi, 57 anni, imputato arrestato in flagranza di reato per l’omicidio della moglie Teresa Stabile, massacrata con 15 coltellate il 16 aprile del 2025 nel cortile condominiale di via San Giovanni Bosco a Samarate dove entrambi vivevano ma in alloggi separati.
L’aggressione
La donna, dopo decenni di matrimonio vissuti sotto il controllo del marito, aveva detto basta trovando il coraggio di chiedere il divorzio e tornando a vivere a casa dei genitori. Gerardi non ha mai accettato la decisione della moglie perseguitandola per mesi sino alla mattanza, avvenuta nella serata di quel 16 aprile quando lei, rincasando dal lavoro, si è ritrovata con il marito armato di coltello. Dopo aver aperto lo sportello dell’auto, l’ha colpita ancora e ancora, sino ad ucciderla. Salvo poi allontanarsi minacciando di togliersi la vita ma, in realtà, rivolgendo il coltello usato per l’assassinio più verso i carabinieri (che lo fermeranno con un taser) che verso se stesso.
La gelosia ossessiva
La richiesta di perizia psichiatrica è arrivata sempre oggi dopo che il dottor Lorenzo Messina, psichiatra consulente della difesa, ha testimoniato in aula. Una testimonianza controversa che di certo non ha lasciato indifferenti né le parti civili né gli amici e i famigliari di Teresa e della sua famiglia presenti, visibilmente contrariati dalle affermazioni del professionista. Che, in sintesi, ha parlato di gelosia ossessiva “da uomo del sud” da parte di Gerardi suscitando l’intervento delle parti civili. “Mio padre era un uomo del sud e da 13 anni sono sposata con un uomo del sud, come lei lo definirebbe. Nessuno dei due ha mai avuto comportamenti di questo genere“, ha detto Scalia.
Depressione da stress
Questa gelosia ossessiva ha causato al 57enne una “depressione da stress importante“, ha spiegato Messina, arrivata a diventare delirante con il picco del 16 aprile. Il consulente ha asserito in aula che il picco delirante ha causato una “frattura” nella capacità di intendere e di volere in Gerardi limitata, però, ai soli istanti dell’aggressione. Il Pm ha eccepito, Cassazione alla mano, che la gelosia non può essere considerata causa per l’incapacità di intendere e volere. Ma il dottor Messina ha proseguito parlando della data scelta per l’omicidio. “Il 16 aprile è data fondamentale per Gerardi“. E non a caso l’imputato ha scritto ai figli e famigliari, nei mesi antecedenti l’omicidio, come il 16 era il giorno in cui tutto era iniziato”. Sempre il 16, ma di gennaio, Gerardi aveva ricevuto la richiesta di divorzio. “E il 16 finiremo insieme“.
Incapacità a tempo
Messaggi che se per l’accusa provano la premeditazione, per lo psichiatra erano “richieste d’aiuto” che se i famigliari avessero colto avrebbero, questo il sottinteso, evitato l’accaduto. E qui è stata l’avvocato Cicorella a intervenire: “Sembra si stia asserendo che se la sono cercata. E credo che se così fosse sarebbe un’affermazione gravissima“. Per Messina Gerardi quel 16 aprile voleva uccidere la moglie e suicidarsi. Fu interrotto “altrimenti romanticamente – anche questa definizione ha graffiato l’aula – si sarebbe accoltellato morendo riverso sulla moglie”. Lo stesso consulente ha inoltre sostenuto che quanto accaduto quel 16 aprile era “ineludibile”: solo Teresa, la vittima della mattanza, avrebbe potuto evitarlo se invece “di respingere ancora una volta il marito avesse ad esempio chiesto che cosa volesse. Così facendo avrebbe cambiato il destino di due vite”. E qui il vociare indignato si è fatto sentire.
La perizia psichiatrica
La consulenza, peraltro, non è stata acquisita dalla Corte. Procura e parti civili non hanno avuto il tempo di studiarla visto che nessuno era al corrente dell’esistenza della documentazione. E’stato sentito anche il medico di famiglia che per anni seguì Stabile e Gerardi: secondo lui l’imputato non aveva mai lamentato o mostrato i segni di una patologia psichiatrica.
Al termine dell’esame, la Corte ha deciso per la perizia psichiatrica super partes che dovrà stabilire la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti.
Femminicidio Samarate, Teresa uccisa con 15 coltellate. Fatale il colpo al cuore
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