NOVARA – Non è una semplice separazione, è uno scontro frontale a base di veleno e accuse pesantissime. La nascita di “Alleanza Novarese”, il nuovo gruppo formato dai fuoriusciti di Fratelli d’Italia Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli, ha scatenato la durissima controffensiva del coordinamento cittadino del partito di Giorgia Meloni.
Il segretario cittadino Daniele Andretta non usa giri di parole e rispedisce al mittente le accuse di “familismo amorale” e “amichettismo”, dipingendo un quadro fatto di ambizioni personali e veti incrociati.
«Volevano solo incarichi retribuiti»
Andretta, per dirla con un calambour molto utilizzato, “la tocca piano”. E non si limita ad una replica sul piano della politica generale, ma al contrario entra nel merito delle singole posizioni, scendendo duramente sul piano personale. Così Michele Ragno viene accusato di aver preteso a lungo il doppio ruolo (e doppio compenso) come capogruppo e presidente di Fondazione Novara Sviluppo. «Non voleva dimettersi, c’è voluto tempo», tuona Andretta, aggiungendo che la rottura definitiva sarebbe arrivata dopo la sconfitta alle Regionali e le «insistenti richieste di nuovi incarichi con emolumenti».
Per quanto riguarda Mauro Gigantino l’addio sarebbe legato al mancato ottenimento dell’assessorato alla Sicurezza. FdI rincara la dose ricordando «l’imbarazzo generale» quando il consigliere ha tentato di trasformare una vicenda di multe di un familiare in un caso politico.
Infine Maurizio Nieli. Qui la questione sarebbe puramente elettorale. Entrato come primo dei non eletti, avrebbe posto un aut-aut: «O mi candidate in Provincia o esco dal gruppo». Promessa mantenuta.
Il caso Cameroni: «Scelta di Cirio, non dei clan locali»
C’è spazio anche per la difesa di Daniela Cameroni, la cui nomina ad assessore era stata indicata dai ribelli come prova del “cerchio magico” novarese. FdI smentisce seccamente:
«È stato il presidente Cirio, dopo un confronto nazionale e regionale, a sceglierla per il suo valore. Siede in Consiglio regionale da due anni con merito. Attribuire la scelta a dinamiche locali è pura strumentalizzazione».
«Non hanno mai fatto una proposta»
La linea del partito è chiara: nessuna questione politica o morale dietro la scissione, ma solo la delusione di chi non ha ottenuto ciò che chiedeva. «Oggi si scoprono paladini della moralità – conclude Andretta – ma per la città non hanno mai proposto soluzioni concrete».
Da Alleanza Novarese, per ora, solo una alzata di spalle. Ma l’incendio – come si dice in questi casi – è davvero molto vasto.
