Un altro suicidio nel carcere di Busto: era un detenuto con disturbi psichiatrici di 34 anni

BUSTO ARSIZIO – Un uomo di 34 anni, originario di Venegono Inferiore, si è suicidato giovedì pomeriggio nella casa circondariale di Busto Arsizio. Il detenuto, in cura da dieci anni al Centro Psicosociale (CPS) per gravi disturbi psichiatrici conseguenti a un trauma cranico subito nel 2015, è stato rinvenuto privo di vita dai compagni di cella intorno alle 15.

La dinamica

Secondo le ricostruzioni, l’uomo è rientrato anticipatamente dal campo sportivo intorno alle 14. Rimasto solo in cella, ha utilizzato un indumento per creare un cappio, fissandolo alla grata del bagno. Il pubblico ministero Giulia Grillo ha effettuato un sopralluogo e disposto l’autopsia sul corpo della vittima.

Il fenomeno

La presenza di detenuti psichiatrici, a causa della saturazione delle Rems, gli ex ospedali psichiatrici giudiziari per l’esecuzione delle misure di sicurezza, è uno dei problemi che esacerba le condizioni di sovraffollamento dei penitenziari. L’episodio è purtroppo anche l’ennesimo di una lunga scia di suicidio nelle carceri italiane. Un’emergenza senza fine che è già stata più volte denunciata dalle organizzazioni umanitarie e dagli avvocati, sollevando la richiesta di un atto di clemenza.

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