Omicidio Sesto, chieste pene tra i 18 e gli 11 anni per i tre bustesi a processo

BUSTO ARSIZIO – Diociotto anni e sei mesi per  Valentina Peroni, 36 anni, e l’amico Elvis Simon, 33 anni, e 11 anni e 4 mesi per il marito della 36enne Emanuele Paganini, 38, tutti residenti a Busto Arsizio. Sono queste le richieste di condanna formulate oggi, lunedì 20 aprile, dal Pm nel processo in corso al tribunale di Monza per l’omicidio di Hayati Hayim Aroyo, 62enne cittadino turco, ucciso con una trentina di coltellate nella notte tra il 22 e il 23 luglio 2025 a Sesto San Giovanni.

I debiti di droga

Secondo l’accusa Peroni, Paganini, e Simon, avrebbero maturato un debito nei confronti della vittima, dalla quale acquistavano abitualmente sostanze stupefacenti. Nei confronti della vittima c’era anche del rancore per la minaccia di diffusione di un video hot con protagonista la 36enne. Questo sarebbe stato il motivo che li avrebbe spinti ad aggredirlo e a incendiare l’appartamento, nel tentativo di cancellare le tracce del delitto. Nel corso delle indagini è stata esclusa la prima ipotesi di movente, legata a una presunta violenza sessuale che Peroni avrebbe subito dalla vittima. Gli inquirenti hanno invece ricostruito un quadro di contrasti connessi al consistente consumo di cocaina da parte dei tre imputati. È inoltre caduta l’aggravante della rapina, con la riqualificazione del fatto in furto.

I festini e l’omicidio

Il delitto è avvenuto in un appartamento di via Fogagnolo 130, a Sesto San Giovanni, un piccolo immobile solitamente occupato da uno studente universitario che, durante la propria assenza, lo aveva messo a disposizione del 62enne. Secondo quanto emerso, l’uomo era descritto da diversi testimoni come organizzatore di festini a sfondo sessuale durante i quali forniva cocaina ai partecipanti.

Dopo l’aggressione, Aroyo sarebbe stato spostato sul letto e nella stanza sarebbe stato appiccato un incendio, presumibilmente per distruggere eventuali prove. La vittima era cognato di Hüseyin Saral, indicato come leader dell’organizzazione criminale turca dei Sarallar, morto in un agguato, ma dalle indagini non sarebbero emersi collegamenti diretti tra Aroyo e ambienti della criminalità organizzata.

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