MACUGNAGA – Due anni di guai. E adesso una guerra politica per la scelta del nuovo sindaco. E’ un momento complicato per Macugnaga, uno dei centri turistici più conosciuti dell’Ossola, all’ombra della parete est del Monte Rosa con la sua storia plurisecolare che risale alle popolazioni walser del XIII secolo
Tempeste reali e giudiziarie
Prima l’alluvione del 2024, poi la bufera giudiziaria che ha portato all’arresto dell’ex sindaco Alessandro Bonacci, culminati a fine agosto 2025 con le dimissioni collettive del Consiglio comunale e il conseguente commissariamento dell’ente.
Tutto questo mentre il core business del paese, cioè il turismo, sta vivendo una crisi senza precedenti, con i comprensori sciistici chiusi per una serie di sfortunate coincidenze tecniche e burocratiche, e con la necessità impellente di reperire finanziamenti per il rinnovo degli impianti.
Elezioni per ripartire?
In tanti hanno immaginato che le elezioni di fine maggio potessero essere una occasione per mettere la parola fine ad un passato ingombrante e rilanciare il paese. Per questo da più parti era stata auspicata la costruzione di una candidatura condivisa e unitaria che mettesse al centro gli interessi del paese.
L’ipotesi Candiani “papa straniero”
Per diversi mesi, questo progetto di “salute pubblica” potesse trovare un punto di coagulo intorno alla figura di Stefano Candiani, parlamentare varesino della Lega che da quarant’anni ha casa di vacanza a Macugnaga.
Classe 1971, originario di Tradate (di cui è stato sindaco per due mandati con percentuali superiori al 60%), Candiani vanta una lunga carriera politica: assessore e sindaco di Tradate, oltre che consigliere comunale di lungo corso, eletto al Senato nel 2013 e 2018, e alla Camera nel 2022, sottosegretario all’Interno nel governo Conte I, Commissario della Lega in Umbria e Sicilia, territori che ha riorganizzato partendo da zero.
Candiani ha rinviato più volte l’ufficializzazione della sua disponibilità, che è arrivata solo nelle ultime ore con l’annuncio delle dimissioni da consigliere comunale di Tradate.
L’alternativa Gaiardelli
Forse è stata proprio l’eccessivo attendismo di Candiani – spinto a mettersi in campo in particolare dal segretario provinciale della Lega Enrico Montani, amico di vecchia data del parlamentare varesino, conosciuto quando Montani sedeva a sua volta sui banchi di Montecitorio prima e di Palazzo Madama poi – a far riemergere a Macugnaga le antiche contrapposizioni tra fazioni diverse e a far emergere una candidatura alternativa.
La figura è quella di Francesco Gaiardelli, vigezzino, anche lui del 1971, già vigile del fuoco, divenuto celebra nel 2001 per la sua partecipazione ad una delle prime edizioni del Grande Fratello, durante la quale fu ribattezzato “Medioman” dalla Gialappa’s Band. Gaiardelli è presidente (in quota Lega) del Distretto turistico del Laghi e delle montagne dell’Ossola, in scadenza del suo secondo mandato.
«Una lista civica di operatori»
«La nostra lista – dice Gaiardelli a Malpensa24 – è una lista civica di persone che si candidano liberamente con anime e indirizzi diversi. Macugnaga ha un grande bisogno di competenza ed esperienza nel settore turistico. Quindi abbiamo messo in piedi una squadra di operatori che hanno esperienza nel settore».
«In questo momento – conclude Gaiardelli – per un rilancio concreto di Macugnaga abbiamo bisogno veramente di riallacciare tutta una serie di rapporti che nel tempo sono mancati. Lavoreremo per il bene di Macugnaga con concretezza e umiltà».
Cerca di entrare in gioco anche il mondo vanacciano
Oggi Gaiardelli è salito a Macugnaga per completare le operazioni burocratiche di presentazione della lista. Con lui c’è Luca Vittore, storico albergatore di Macugnaga, e primo promotore dell’idea di una unica grande lista unitaria, poi naufragata.
Ma nella scia di Gaiardelli prova ad inserirsi anche Davide Titoli, referente nel Vco per Futuro Nazionale, che parlando della candidatura Candiani dice che «non convince».
«Un nome – specifica – che gira da dicembre, ma che in paese non si è ancora fatto vedere e che nessuno conosce di persona. Un deputato eletto in altra regione che dovrà stare a Roma in settimana, rispondere alle esigenze del territorio dove lo hanno votato per poi dedicarsi anche a Macugnaga…sempre che il partito a cui fa riferimento, lo stesso di Bonacci, non gli imponga nel prossimo futuro una candidatura nella sua provincia di origine, lasciando il paese di nuovo nel marasma».
Il “niet” della segreteria del Carroccio
Chi, anche a seguito del “veleno” sparso da Titoli , invece si mette di traverso è il segretario provinciale leghista Montani.
«E’ indubbio – ha fatto sapere – che la scelta di Gaiardelli porterà ad una sua uscita dalla Lega, non solo per la decisione di candidarsi contro Candiani, ma anche per la scelta che si vocifera lo voglia vicino al partito del generale Vannacci».
Insomma, se nel tempo Macugnaga è stata conosciuta per la presenza dell’unica parete montuosa di tipo himalayano nelle Alpi, per la memoria dei Walser e per il tiglio plurisecolare che svetta accanto alla Chiesa, oggi potrebbe finire ancora agli onori della cronaca per uno scontro politico “fratricida” dagli esiti del tutto imprevedibili.
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