MALPENSA – Il Tar Lombardia ha respinto i ricorsi presentati dal Comune di Milano e da Cardano al Campo, Somma Lombardo e Samarate, contro l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi. Lo scalo varesino, dunque, resta intitolato al Cavaliere. E per chi si oppone l’unica strada è ricorrere al Consiglio di Stato.
Non è un atto politico
Nella sentenza, pubblicata oggi 23 aprile, la Sezione Prima del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, i giudici spiegano che «Non può essere riconosciuta a tutti gli atti che hanno condotto all’intitolazione in esame la natura di atto politico, con il conseguente limite alla loro sindacabilità». Gli atti di intitolazione adottati da Enac, «non condividono chiaramente il requisito soggettivo, non potendo ritenersi questi emanati dal Governo o comunque dai supremi organi dello Stato individuati dalla Costituzione».
Il Comune di Milano, nel suo ricorso, scriveva che «la partecipazione al procedimento di intitolazione avrebbe consentito di evidenziare le ragioni per cui la scelta di modificare il nome storico dell’Aeroporto di Milano – Malpensa, accostandogli il nome di un personaggio politico contemporaneo, non può considerarsi rispettosa della volontà della cittadinanza milanese nel suo insieme». Ma anche questa tesi è stata respinta. Spiega il tribunale amministrativo: «I Comuni ricorrenti difetterebbero di un interesse legittimo a ricorrere, non solo perché gli atti sarebbero privi di attitudine lesiva, ma anche perché, in applicazione dei canoni pretori su tale condizione dell’azione, non vi sarebbe alcuna situazione giuridica soggettiva in capo agli stessi meritevole di tutela. I Comuni, peraltro, sarebbero carenti della necessaria legittimazione a proporre le doglianze relative alle asserite violazioni inerenti all’omessa adozione delle autorizzazioni del Prefetto competente e del Ministero della Cultura».
Chi decide?
Il Comune di Milano ha poi contestato la «violazione della potestà comunale in materia di toponomastica», ma il Tar ha ricordato che Malpensa si trova molto lontano dal suo ambito di competenza, persino al di fuori dei confini provinciali. Ma nemmeno i Comuni limitrofi ricorrenti hanno alcuna competenza in ordine all’intitolazione dello scalo aeroportuale di Malpensa. Per tre motivi: «L’appartenenza dell’infrastruttura allo Stato, la sua funzione ontologicamente “extralocale”, nonché il riconoscimento di poteri di polizia e di controllo all’Enac e, per certi aspetti, anche al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».
Ricorsi così ridicoli
«Esprimo grande soddisfazione per la sentenza che sancisce l’assoluta correttezza dell’iter amministrativo seguito da tutte le istituzioni coinvolte, avviato su impulso del Consiglio Regionale della Lombardia che, poco dopo la scomparsa di Berlusconi, aveva approvato un ordine del giorno per chiedere l’intitolazione di Malpensa, impegnando il presidente Fontana ad attivarsi in tal senso, come poi effettivamente avvenuto», commenta il consigliere regionale lombardo di FdI Marco Bestetti, che al Pirellone aveva chiesto e ottenuto la costituzione in giudizio della Regione Lombardia per difendere l’intitolazione di Malpensa a Berlusconi.«Rivendico con orgoglio di aver ottenuto la costituzione in giudizio di Regione Lombardia contro questi ricorsi, che avevano un’evidente impronta politica ed ideologica per noi assolutamente inaccettabile. Spiace che il Tribunale abbia dovuto perdere tempo e risorse pubbliche su ricorsi così ridicoli – conclude Bestetti -, ma siamo molto soddisfatti per l’esito del giudizio: l’aeroporto di Malpensa resta intitolato a Silvio Berlusconi, con buona pace degli odiatori in servizio permanente, ai quali, visto il probabile imbarazzo a prendere l’aereo, non resta altro da fare che attaccarsi al tram».
(in aggiornamento)
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