MALPENSA – La decisione era attesa per mercoledì 14 gennaio. E invece il Tar della Lombardia, al termine dell’udienza di discussione dei ricorsi, si è riservato. Ci vorrà ancora tempo, giorni o forse settimane, per sapere se l’aeroporto di Malpensa porterà ufficialmente il nome di Silvio Berlusconi.
In campo il governo
L’unica novità dell’ultima udienza riguarda chi si è costituto in giudizio contro il ricorso congiunto, patrocinato dall’avvocato Fabio Arrigoni, presentato dai Comuni di Cardano al Campo, Samarate e Somma Lombardo, al quale si era poi associato anche quello del Comune di Milano, nei confronti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Enac. Insieme a loro, hanno deciso di resistere ai ricorrenti non più soltanto Regione Lombardia, ma anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri per tramite dell’Avvocatura dello Stato.
Il ricorso
La partita giudiziaria si gioca sull’effettiva proprietà dell’aeroporto e sull’esame degli atti di disposizione connessi in relazione ai poteri di intitolazione da parte di Enac. I tre Comuni aeroportuali fanno leva sul motivo geografico, mentre Palazzo Marino sul brand Milano utilizzato, secondo la giunta di Beppe Sala, in modo improprio. Il ricorso congiunto era stato presentato per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza dell’11 luglio 2024, con cui il dirigente dell’ente per l’aviazione civile, competente per la Direzione Territoriale di Milano Malpensa, aveva disposto l’intitolazione dello scalo varesino alla memoria del Cavaliere. Ora si attende il pronunciamento del Tar per porre fine alla questione.
Considerato che mancano soltanto 21 giorni all’inizio delle Olimpiadi Milano Cortina, non è affatto escluso che gli atleti provenienti da tutto il mondo possano fare il loro arrivo in Italia al Berlusconi airport.
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