GALLARATE – Anche Marco Castoldi si è dimesso dalla Fondazione Scuole Materne Gallarate. Lo ha annunciato ieri sera, 23 aprile, in consiglio comunale il sindaco Andrea Cassani, aggiungendo che nelle prossime ore verrà reso noto il nome del suo sostituto. Sarà chiamato a un delicato compito, ovvero stendere il Piano di risanamento dell’istituto che per anni ha sopperito alla mancanza di sufficienti posti pubblici in città ma che ora è entrato in crisi a fronte del crollo demografico e della chiusura di tante classi nelle scuole dell’infanzia statali che rendono necessario rivederne l’impostazione e la sostenibilità.
Le dimissioni
Il presidente lascia «per ragioni personali e lavorative», ma è evidente che la sua scelta sia stata influenzata dal clima di forte tensione che si è venuto a creare da mesi a causa dell’aumento delle tariffe e dalla mancata attivazione di alcune classi Primavera che avevano già provocato il passo indietro di alcuni componenti della Fondazione. Non sarà dunque Castoldi a guidarla verso il lento processo di “distacco” economico dal Comune. «Sono in corso interlocuzioni con una persona che potrebbe farsi carico di questa responsabilità in una fase delicata per la Fondazione», ha detto il sindaco in aula. «L’obiettivo è la salvaguardia dell’istituto, di chi lavora e dell’offerta formativa. Nelle prossime ore scioglierà le riserve in modo tale che possa procedere al risanamento della Fondazione».
Il verbale
Sul caso della Fondazione Scuole Materne Gallarate, e in particolare sul verbale richiesto dal capogruppo di Ocg Massimo Gnocchi, è intervenuto anche Andrea Zibetti (Lega) con un mirato attacco all’amministrazione comunale. «Non mi sarei mai aspettato di essere solidale con Gnocchi – ha premesso – ma tra le funzioni del consiglio comunale c’è quella di indirizzo e controllo. Tirare fuori un verbale non credo sia un grandissimo sforzo: mi risponderete che il cda della Fondazione è un organo indipendente, ma siccome è chiaro e palese che i membri siano comandanti a bacchetta da questa amministrazione, non capisco perché il povero consigliere debba uscire sui giornali minacciando di rivolgersi alla Procura per ottenere quello che gli spetta di diritto in 30 giorni».
Al suo compagno di partito ha risposto evidentemente innervosito il primo cittadino, dichiarando che Gnocchi i verbali li ha ricevuti e che probabilmente Zibetti (qualche minuto dopo critico anche sulla ricollocazione del comando di polizia locale) «starà pensando al suo futuro provando a ricollocarsi da qualche parte».
Il 25 aprile
Gnocchi, al centro dello scontro interno alla Lega, ha deciso invece di dedicare il tempo a sua disposizione durante le comunicazioni iniziali per il 25 aprile: «Per l’ennesimo anno il Comune mancherà di celebrare un momento ufficiale di fronte al monumento ai Caduti e alla Resistenza. L’articolo 54 della Costituzione lo dice espressamente: a prescindere dalle ideologie politiche di ciascuno di noi, non è una opzione celebrare la Liberazione del nazifascismo sotto i simboli che ogni comune ha. Sono fortemente contrariato: è l’ennesima brutta figura per la nostra città».
Gnocchi (Ocg): «Vogliamo il verbale della Fondazione scuole materne Gallarate»
