La vendita di via Menotti agita Amga. E Parabiago chiede chiarezza a Legnano

area menotti legnano

PARABIAGO – In piena campagna elettorale, scoppia una “grana” tra le amministrazioni comunali di Legnano e di Parabiago, entrambe al rinnovo il 24 e 25 maggio: le condizioni del contratto relativo all’area dismessa di Amga in via Menotti a Legnano (nella foto aerea). Il sindaco di Parabiago Raffaele Cucchi è intervenuto oggi, martedì 28 aprile, dopo le informazioni emerse nel corso del coordinamento fra i Comuni soci di Amga tenutosi la scorsa settimana, in cui è stato affrontato il tema del procedimento amministrativo relativo alla vendita dell’area. Durante la riunione, Cucchi ha chiesto aggiornamenti sul rispetto delle condizioni previste dal contratto preliminare di compravendita sottoscritto lo scorso 9 gennaio. È emerso che la prima condizione contrattuale, ovvero l’approvazione del piano attuativo da parte del Comune di Legnano entro il 30 marzo, non sarebbe stata rispettata.

In merito al mancato rispetto della scadenza, Cucchi sottolinea che, nonostante la rilevanza della questione, i soci non sono stati informati. Inoltre il sindaco di Legnano Radice, presente alla riunione, «non è intervenuto per fornire chiarimenti su un procedimento amministrativo che riguarda direttamente il Comune da lui rappresentato».

Cucchi: «Mancata trasparenza sull’operazione»

Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la natura delle condizioni contrattuali. Il contratto stabilisce che le condizioni previste all’art. 4 sono unilaterali, poste nell’esclusivo interesse della parte promissaria acquirente: ad essa è attribuita la facoltà sia di prorogare i termini del primo e del secondo evento per un massimo di 270 giorni, dandone comunicazione entro i 5 giorni lavorativi precedenti le scadenze, sia di rinunciare alle condizioni anche dopo il loro verificarsi, rendendo il contratto immediatamente incondizionato. Durante il coordinamento soci non è stato comunicato se la parte promissaria acquirente abbia esercitato tali facoltà, né se siano pervenute comunicazioni formali di proroga o rinuncia nei termini previsti.

«La trasparenza fra enti soci è un dovere istituzionale – rimarca il sindaco di Parabiago – Quando un contratto espone una società pubblica a rischi significativi, ogni informazione deve essere condivisa con tempestività e completezza. È necessario sapere se la parte promissaria acquirente abbia esercitato la facoltà di proroga o rinuncia, e per quale motivo tali informazioni non siano state comunicate ai soci». Cucchi ricorda poi che il Comune di Parabiago aveva espresso voto contrario all’approvazione dello schema di contratto, ritenendo le condizioni future «incerte e non governabili da Amga né dalla giunta del Comune di Legnano» poiché i tempi di istruttoria di un piano attuativo sono disciplinati dalla normativa regionale e dalla struttura tecnica comunale.

Dito puntato su società e giunta Radice

Il primo cittadino di Parabiago ha pertanto inviato due comunicazioni formali: ad Amga, per chiedere se siano pervenute comunicazioni di proroga o rinuncia da parte dell’acquirente e per quale motivo tali informazioni non siano state condivise con i soci; al sindaco di Legnano Lorenzo Radice, per chiedere chiarimenti sulle attività svolte dall’amministrazione comunale e sulle eventuali comunicazioni ricevute.

«È nell’interesse di tutti i soci e dei cittadini che la situazione venga chiarita in modo completo e trasparente – conclude Cucchi – Le società partecipate devono essere gestite con responsabilità e condivisione delle informazioni, soprattutto quando sono in gioco atti che possono avere conseguenze rilevanti».

Almici rincara: «Conseguenze per la prossima amministrazione»

Per il candidato sindaco di Legnano Mario Almici, attuale assessore al bilancio del Comune di Parabiago, la mancata approvazione del piano attuativo ad opera della giunta Radice avrà conseguenze rilevanti per il futuro governo della città: «Il mancato rispetto della prima fase impone alla prossima amministrazione di assumere una scelta non propria. Chi governerà Legnano dopo le elezioni si troverà davanti a un bivio: accettare obtorto collo una proposta di pianificazione concordata con l’attuale giunta, ma non portata a termine, oppure assumersi l’onere di rinegoziarla, con il rischio di far saltare l’operazione con conseguenze rilevanti per la società Legnano Patrimonio Srl».

Sempre secondo Almici, questa situazione crea un’aspettativa nel proponente privato che condiziona la libertà decisionale della futura amministrazione: «Una nuova amministrazione deve poter esercitare pienamente le proprie prerogative urbanistiche. Se una giunta lascia in eredità un piano non approvato ma già condiviso con un privato, chi verrà dopo si troverà con margini di manovra ridotti o con la responsabilità di interrompere un’operazione complessa». In aggiunta alle richieste già illustrate, Almici ritiene necessario che Amga e il Comune di Legnano chiariscano «quali sono le motivazioni d’indirizzo politico per le quali la giunta non è ancora pervenuta all’adozione e all’approvazione del piano attuativo e quali conseguenze amministrative e patrimoniali potranno derivare dal mancato rispetto della prima condizione».

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