Carcere di Novara: meno peggio di altri. «Ma restano le carenze di organico»

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La delegazione della Uil al carcere di Novara. Terzo da destra il segretario nazionale De Fazio

NOVARA – In terra di ciechi l’orbo è re, diceva il vecchio adagio popolare. Fattele debite proporzioni, un concetto simile può essere applicato alla Casa Circondariale di Novara: in un mondo, quello del carcere, che soffre di grandissimi problemi, la struttura novarese, pur acciaccata, non è sicuramente tra le peggiori in Italia.

Il segretario generale Uil in visita a Novara

Lo ha confermato questa mattina al termine di una visita all’istituto di pena il segretario nazionale della Uil Penitenziaria, Gennarino De Fazio.

«Novara – ha detto al termine della visita – dal punto di vista strutturale, risente del passare degli anni. Questo carcere avrebbe bisogno quantomeno di un ammodernamento se non proprio di una ristrutturazione»

Situazione meno grave

«Detto questo – ha aggiunto – ovviamente Novara si inserisce nel contesto generale di grandissima emergenza penitenziaria».

«La situazione – ha concluso il segretario generale della Uil – non è così grave come altrove, ma ci sono pur sempre 170 detenuti con un sovraffollamento del centodieci per cento, a fronte di una carenza di personale di polizia penitenziaria rispetto al fabbisogno che è di circa il 50%».

La fine del 41bis

Ma la notizia più rilevante riferita dal sindacalista è un’altra. Entro maggio la casa circondariale di via Sforzesca chiuderà definitivamente il reparto di massima sicurezza.

I 70 detenuti sottoposti al regime di carcere duro e sorvegliati dal Gom (Gruppo Operativo Mobile) lasceranno la città per essere inizialmente spostati probabilmente a Vigevano, per poi transitare da Alessandria e approdare infine in un istituto insulare appositamente allestito,

 Il rischio di un nuovo sovraccarico

La chiusura del reparto speciale non comporterà tuttavia un alleggerimento per la struttura. L’ala che per decenni ha ospitato il carcere duro verrà infatti riconvertita per accogliere la popolazione carceraria comune.

Secondo le stime del sindacato, la nuova ala potrebbe ospitare almeno 140 nuovi detenuti esattamente il doppio rispetto alla capienza precedente.

«È evidente che questa riorganizzazione rischia di spingere i livelli di sovraffollamento ben oltre la soglia critica attuale», ha avvertito De Fazio, evidenziando come il cambio di destinazione d’uso possa aggravare sensibilmente la pressione sulla struttura di Novara.

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