Cinema tra futuro, passato ed eterno presente: il tempo di Perri a Cortisonici

cortisonici perri cinema tempo 01

VARESE – Viaggiare nel tempo è possibile? A offrire un’ampia e dettagliata panoramica sul tema, al centro della ventitreesima edizione di Cortisonici, è stato ieri, sabato 16 maggio, l’astrofisico Luca Perri che, sul palco del Cinema Nuovo di Varese, ha dialogato con Maurizio Melis, giornalista scientifico di Radio24, di elementi a favore, insidie, miti, «imbrogli» e retroscena con riferimento all’immaginario cinematografico. Prima della proiezione di “Qeda – Man divided” che, presentata dal conduttore Massimo Lazzaroni e Massimiliano Maltoni del Trieste Science+Fiction Festival, ha chiuso l’ultima serata in programma, sullo schermo sono apparsi spezzoni di tanti famosi film di fantascienza spaziando da “Il pianeta delle scimmie” a “Tenet”.

cortisonici perri cinema tempo 04

“Il pianeta delle scimmie” e la correzione dei satelliti

Da millenni i filosofi si interrogano sulla natura del tempo e nella scienza viene analizzato dopo il Seicento e le scoperte di Isaac Newton, con il primo racconto di un viaggio, a firma Enrique Gaspar, che risale al 1887. «Nel futuro è teoricamente possibile. Farlo, la pratica, è un’altra questione», ha osservato Perri, con la doverosa precisazione che «nella scienza per “teoria” non si intende un’ipotesi ma il modello più preciso che c’è in quel momento storico per descrivere un fenomeno». L’idea per “Il pianeta delle scimmie” è in parte accettabile, sebbene si sia «imbrogliato», perché «l’astronauta George Taylor, più che aver eseguito un viaggio, è rimasto congelato, sospeso per due millenni»; fattore cruciale è l’accelerazione, che comporta una dilatazione del tempo. Inevitabile il richiamo al paradosso dei gemelli in cui «se potessero vedersi l’un l’altro con il telescopio, sarebbero entrambi a vedersi al rallentatore» ma anche alla costante necessità di correggere satelliti per il Gps. È richiesta in ogni caso «un’accelerazione “importante”. Ma c’è un altra forza che influisce sul tempo: la gravità».

cortisonici perri cinema tempo 02

Il tessuto, la boccia e la conca

In relazione al nome della serata, “Pensa quadrimensionalmente, Marty!” e alla visione di un estratto da “Interstellar”, film in cui il pianeta di Miller è molto vicino al buco nero Gargantua, Perri ha approfondito il concetto di “spaziotempo” utilizzato dai fisici, cioè l’unione delle tre dimensioni – altezza, larghezza e profondità – con la quarta, il tempo. Una spiegazione necessaria per la presenza di un’altra forza, la gravità: «È come se fosse un bell’abito formato da tanti strati di tessuto, ognuno viene chiamato “campo”. Quello dello spaziotempo è sì un tessuto elasticizzato ma, se ci si mettesse sopra una massa, per esempio un buco nero che possiamo immaginare come una boccia, si creerebbe una conca che gli altri corpi sarebbero obbligati a seguire; nel farlo la Terra inizierebbe ad assumere un movimento a spirale. Secondo Albert Einstein alla fine si tratterebbe addirittura di una questione di geometria. In questo modo viene deformato il tempo, con il tessuto più vicino alla massa che scorre più lentamente. Questo sarebbe poi in conflitto con la teoria della relatività ristretta, con un tempo che scorre più velocemente. Ma a seconda dei casi prevale o l’una o l’altra possibilità; per gli astronauti in orbita intorno alla Terra si traduce in un guadagno di circa 0,2 secondi ogni tre anni».

cortisonici perri cinema tempo 03

Il motore a curvatura di Star Trek

Le scene di “2001: Odissea nello spazio” hanno introdotto l’argomento dei viaggi nel passato e, in particolare, dei wormhole, «cunicoli per muoversi nello spaziotempo, un modo di “imbrogliare”: al momento sono oggetti teorizzati. Il primo a parlarne fu Ludwig Flamm ma il suo pensiero attirò attenzione solo diciannove anni dopo con un nome diverso, il “ponte di Einstein-Rosen”, che fu rielaborato dai due senza citarlo. A chiamarli così fu poi Arthur Wheeler che, già autore di quello di “buco nero”, «era specializzato nella creazione di nomi imprecisi, ma mediaticamente forti. Indica il tragitto di un verme che, invece di strisciare su una mela dalla cima alla calicina, l’estremità opposta, decide di passarci attraverso per fare più in fretta. Corrisponde al dare un cazzottone al vestito di prima, cosicché due suoi lembi vadano a toccarsi. Ma, una volta avvenuto, c’è anche il problema del loro allontanamento». Nel caso di “Contact” il fisico Kip Thorne, che ha contribuito anche a “Interstellar”, per far tornare i conti all’amico romanziere Carl Sagan tirò fuori l’idea di un tipo di materia in grado di respingere la gravità, la “materia esotica”: «Qui siamo direttamente nell’ambito della speculazione, ma ci sono fisici che continuano a cercarla tutt’ora». Un altro «imbroglio» è anche il motore a curvatura, già inventato in un racconto del 1957 ma reso famoso da Star Trek: «Se volessimo viaggiare nel passato dovremmo superare la velocità della luce. Ma non c’è niente di più veloce della luce e, se hai una massa, non puoi neanche avvicinarti a quella velocità».

cortisonici perri cinema tempo 05

Chi ha scritto “Johnny B. Goode”?

Non potevano mancare i paradossi temporali di “Ritorno al futuro”. «Se Chuck Berry non ha mai scritto “Johnny B. Goode” e la sta copiando da Marty, quando e da chi è nata la canzone? Inoltre a un certo punto della storia ci sono quattro DeLorean che esistono contemporaneamente, quando all’inizio ce n’era una sola. Ma nell’universo non sarebbe possibile generare o spostare massa a caso senza creare casini da qualche parte. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si converte». In merito a eventuali “trasgressioni” Melis ha ricordato il concetto di “censura cosmica”, per cui, pur non essendoci nulla di vietato, sarebbero già in partenza «fortemente sconsigliate» dalle norme stesse che governano l’universo; come ha specificato Perri, «sostanzialmente si impedirebbe di “fare boiate”, il principio di autoconsistenza obbliga a fare le cose come dovrebbero essere».
Il viaggiare indietro nel tempo del film “Tenet”, che vede ancora l’intervento di Thorne, «comporta una violazione del secondo principio – ciò che intendiamo come una delle regole a cui l’universo deve sottostare – della termodinamica (il calore va da un corpo più caldo a uno più freddo ma non il contrario), a sua volta legato al concetto di entropia, che dà una direzionalità ben chiara». Il risultato è andare contro il libero arbitrio: «Mettendo prima l’effetto della causa si violerebbe la causalità stessa; come nel momento in cui si obbliga una madre a vedere il proprio figlio prima di averlo avuto. Se accettiamo che tutto sia già scritto – “l’eterno presente”il viaggio nel passato è possibile, però dovete dire addio al libero arbitrio».

A Varese cinema d’autore dal Giappone. Le proiezioni di Filmstudio 90 e Cortisonici

 

cortisonici perri cinema tempo – MALPENSA24
Visited 79 times, 1 visit(s) today