BUSTO ARSIZIO – C’è la Milano degli intrighi, del potere e della prostituzione (anche intellettuale), ma anche una sorprendente anticipazione delle rivelazioni emerse sul naufragio della Gooduria di Lisanza, nelle pagine di “Metropolitan Gigolo“, il terzo romanzo di Sergio Barletta, scrittore trapiantato a Busto Arsizio da quarant’anni. Pubblicato dalla casa editrice Milano Meravigliosa di Ermanno Accardi, verrà presentato domani, 21 maggio, alle 18, nella prestigiosa sala Wagner a Milano, nell’omonima piazza, dopo l’affollato “debutto” in galleria Boragno a Busto.
Chi è
Classe 1955, cosentino di origine, Sergio Barletta vive a Busto Arsizio ormai da quarant’anni – perito assicurativo di professione, ora in pensione, con la passione per la politica e una storica militanza a sinistra – così ha voluto cimentarsi su una vicenda che si sviluppa in quella Milano che è punto di riferimento per il nostro territorio e che ormai conosce bene, dopo che i primi due libri erano ambientati nella natìa Calabria. “Diario di una maitresse” sulla storia dimenticata di un campo di internamento fascista e “Diavoli blues” sulla piaga dell’usura. «Milano non è solo sfondo ma palcoscenico – spiega l’autore – è parte attiva del racconto. Una città della solitudine e delle relazioni superficiali, ridotte a utilità, dove il confine tra autenticità e opportunismo è labile».
La storia
Per raccontare Milano mi è venuta in mente la figura di un giovane laureato in lettere moderne alla Statale, che vuole fare il giornalista di cronaca politica e accede al praticantato al “Corriere del Mattino” – racconta Sergio Barletta – porta risultati lusinghieri, sembra un predestinato, ma per sbarcare il lunario pensa di scrivere un romanzo raccontando i segreti del sesso a Milano, così si iscrive a un sito di gigolò frequentato da donne di una certa età della società milanese – finanza, moda, politica – e annota queste avventure». Nel romanzo ci sono «dieci scene di sesso – rivela l’autore – è amore effimero, raccontato in punta di penna». Il protagonista, «una figura elegante, ambigua, immersa nel ritmo veloce e impersonale di una città come Milano», fa il gigolò ma viene usato: «È la crepa dentro cui queste figure femminili trovano sfogo. Non è solo un seduttore urbano ma la pedina di un sistema che costringe a barattare competenze e dignità con il corpo».
Le citazioni
Nella narrazione, oltre alla Milano dei Navigli e delle “case chiuse” di Porta Venezia, compaiono anche Stresa e l’Isola Bella, ma anche un’unica citazione di Busto Arsizio – un omaggio all’architetto Paolo Torresan – e qualche figura politica che rimanda vagamente a nomi noti (un certo onorevole Speronini). Ma soprattutto una sorprendente rivelazione su Lisanza, a proposito del ruolo del Mossad nel naufragio della Gooduria, un’intuizione arrivata «mesi prima» – quando Barletta aveva finito di scrivere il libro – rispetto alle ultime novità emerse nei giorni scorsi in Israele. E dietro alla storia romanzata, rivela l’autore, c’è spazio per la «critica sociale. Non tanto alla prostituzione quanto all’ipocrisia di certi ambienti che la rendono possibile o addirittura funzionale pur mantenendo una facciata impeccabile». Ma alla fine il «cambiamento interiore» che vive il protagonista è una scintilla di speranza.
Il tour

La presentazione di domani, 21 maggio, in sala Wagner – dove Sergio Barletta dialogherà con Claudio Pina e con l’editore Ermanno Accardi – è solo la prima tappa di un vero e proprio tour in giro per l’Italia. “Metropolitan Gigolo” è stato infatti richiesto per un evento all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, visto che tratta la vicenda emblematica di un giovane cronista precario, ma verrà presentato anche a Sondrio, Asti, Castellanza, Città di Castello, Ascoli Piceno, Latina, mentre a fine giugno sarà in Calabria, il 25 nella sala consiliare del Comune di Cosenza e il 27 al Museo del Presente di Rende.
“Diavoli Blues”, Sergio Barletta racconta l’usura. «Dramma che tocca anche la nostra Busto»
