SAN VITTORE OLONA – «È con grande orgoglio che posso confermare che, grazie a una gestione finanziaria attenta e responsabile, le tariffe per i nostri cittadini della tassa sui rifiuti (Tari) per l’anno 2026 rimarranno invariate rispetto al 2025». Così l’assessore al bilancio di San Vittore Olona, Noemi Marrone, all’indomani del consiglio comunale di giovedì 21 maggio.
«In un contesto di crescente complessità normativa e di aumento dei costi operativi, questo risultato non era scontato – rimarca l’assessore – La priorità, in qualità di assessore al bilancio e di tutta l’amministrazione, è stata salvaguardare il più possibile il potere d’acquisto delle famiglie e delle imprese locali. Mantenere le tariffe Tari stabili dimostra che è possibile gestire un servizio essenziale con efficienza, rispettando al contempo le esigenze economiche della nostra comunità».
Tariffe aderenti ai costi effettivi
Il piano economico finanziario (Pef) 2026-2029, appena approvato, è stato redatto secondo il nuovo metodo tariffario per i rifiuti stabilito da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. «Questo approccio – riprende Marrone – garantisce che le tariffe riflettano i costi effettivi del servizio, ma abbiamo lavorato per assorbire gli incrementi fisiologici, come quelli derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali, evitando di scaricarli direttamente sulle bollette dei cittadini. L’obiettivo è la sostenibilità e la qualità del servizio, senza oneri aggiuntivi ingiustificati.
«Parallelamente, la gestione del bilancio comunale ci impone di essere pronti a rispondere anche alle necessità più urgenti e sociali. Una recente deliberazione ha destinato 4.200 euro, prelevati dal fondo di riserva, per far fronte alle spese funerarie di due famiglie in stato di profonda indigenza. Questo intervento testimonia la sensibilità e l’attenzione di questa amministrazione verso tutte le fasce della popolazione».
«Equilibri finanziari solidi»
Allargando l’orizzonte, per l’assessore al bilancio di San Vittore «tali azioni si inseriscono in un quadro di variazioni di bilancio necessarie e tempestive, che ci hanno permesso di adeguare gli stanziamenti per investimenti essenziali, come gli interventi sull’auditorium comunale, e di ottimizzare le risorse per la gestione corrente, supportando anche realtà importanti come le scuole private e il Distretto del commercio. Ogni scelta è stata valutata attentamente per garantire che gli equilibri finanziari complessivi del nostro Ente rimanessero solidi. Ritengo fondamentale che i cittadini siano informati non solo sui costi, ma anche sulla responsabilità e l’attenzione con cui viene gestita la cosa pubblica. La Tari invariata per il 2026 – conclude Noemi Marrone – non è un traguardo di poco conto; è la prova concreta che l’impegno per un bilancio solido e una gestione oculata può tradursi in un beneficio tangibile per tutti».
Polo Baraggia, sì solo a mozione della maggioranza
Nello stesso consiglio comunale sono state votate due mozioni sul Polo Baraggia, area della discarica che rientra nei territori di Cerro Maggiore e Rescaldina. La prima, presentata dalla lista Civicamente, è stata respinta dalla maggioranza in quanto ritenuta «nella maggior parte dei punti foriera di richieste pleonastiche e volte ad amplificare richieste ai Comuni che sono già previste dalla normativa in materia».
La seconda mozione, presentata dalla maggioranza, si rivolge ai Comuni interessati affinché vigilino su tutti i procedimenti che saranno messi in atto e, nel caso del Comune di Cerro, aderisca agli strumenti e ai fondi di perequazione metropolitana «al fine di destinare, secondo modalità da definire e nei limiti concessi dalla legge, una quota degli introiti alla compensazione e alla mitigazione degli impatti negativi (rumori, traffico, ambiente) che tale operazione potrebbe comportare all’area vasta».
«Noi superficiali? Minoranze assenti»
«Con l’approvazione di quest’ultima mozione – rileva il sindaco Marco Zerboni – siamo stati accusati dalle minoranze, che non l’hanno votata, di essere “superficiali”. Abbiamo risposto che non siamo interessati alle frasi ridondanti e che tendono a enfatizzare situazioni già previste, ma che al contrario siamo per la concretezza dei risultati. Qualcuno potrebbe giustamente obiettare: come mai non si è arrivati ad una mozione unitaria? Ebbene, nella commissione del 14 maggio in cui si sarebbe dovuto discutere in merito, nessun membro delle minoranze si è presentato per affrontare questo come agli altri argomenti all’ordine del giorno, impedendo così di trovare un punto d’incontro comune».
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