Samarate, aumenta ancora la Tari: più 2%. «Decisione imposta da Arera»

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SAMARATEAumenta ancora la Tari per le famiglie di Samarate. Lo ha reso noto l’assessore al Bilancio, Rino Rigato, che il 21 maggio, in Commissione, ha illustrato la situazione legata alla tassa sui rifiuti. L’aumento del 2% viene poco più di un anno dopo un primo incremento intorno all’8% che aveva colpito famiglie e aziende. Occasione in cui l’assessore aveva assicurato di «star studiando dei correttivi da portare per il calcolo della tassa 2025, con l’obiettivo di eliminare alcuni costi fissi».

La premessa

Che cos’è cambiato da allora? Per capirlo bisogna partire da una premessa: «La Tari deve essere a pareggio, ed eventuali differenze negative non si possono coprire prendendo soldi da altri capitoli di bilancio». Insomma: «L’unico modo per far quadrare i conti è aumentare la tassa». Nello specifico, ciò porta «alla formulazione di piani finanziari biennali, che, però, si basano sui consuntivi dei due anni precedenti», ha sottolineato Rigato. Il tutto, tenendo presente che: «L’appalto con il concessionario sta entrando nell’ultimo anno di attività, e gli uffici si stanno già impegnando per riformulare uno nuovo».

I numeri

Ad oggi, il costo complessivo del servizio ammonta a «1,911 milioni di euro, in pratica uguale all’anno scorso». Una cifra che viene divisa tra utenze domestiche e non, secondo percentuali stabilite da Arera. «Nello specifico, si tratta del 68,27% per quelle domestiche, e del restante 31,7% per quelle commerciali», ha puntualizzato l’assessore. Queste sono, a loro volta, divise in una componente fissa (la metratura dell’immobile) e in una componente variabile: il numero di componenti del nucleo familiare, nel primo caso; o, ancora, la metratura, nel secondo. La domanda è quindi una: perché, nonostante il costo del servizio sia rimasto lo stesso, le tariffe domestiche subiscono un incremento? «La riposta è di una banalità sconcertante», il commento di Rigato. «È cambiata per decisione di Arera la percentuale di calcolo all’interno delle utenze domestiche: la quota fissa scende al 36,9%, mentre quella variable sale al 63,1%». In sostanza, l’aumento è frutto di una ristrutturazione delle componenti della tariffa stessa. «Questo meccanismo imposto ai Comuni – ha concluso l’assessore – è abbastanza farraginoso, e porta a determinare una leggera diminuzione delle tariffe non domestiche, compensata da un leggero aumento di quelle domestiche, pur mantenendo tutte le riduzioni previste dal nostro regolamento».

Alampi esce, Primerano entra

Gli aumenti saranno discussi nel corso della prossima seduta del consiglio comunale. Assise civica che sarà anche l’occasione per ufficializzare le dimissioni di Nicoletta Alampi, esponente della Lega fra i banchi della minoranza. L’ex vicesindaco al fianco di Enrico Puricelli – fino al 2024, quando il centrosinistra allargato è salito al governo – ha infatti deciso di fare un passo di lato: «Colpa degli impegni lavorativi», spiega Valentino Celotto, segretario cittadino del Carroccio e consigliere di minoranza. «La ringrazio per il lavoro svolto e le auguro buona fortuna per il suo futuro». Al suo posto entrerà un’altra leghista: Pierina Primerano. Anche lei ha alle spalle un’esperienza politica, come consigliere di maggioranza proprio durante il mandato Puricelli. Così Celotto: «A lei un grande in bocca al lupo, per il lavoro che affronteremo insieme in aula». Inoltre, la prossima seduta sarà l’occasione per nominare il nuovo vicepresidente del consiglio comunale, ruolo finora ricoperto da Alampi. Se la carica dovesse essere riassegnata alla Lega, Celotto è pronto a raccogliere la sfida e a farsi avanti. Ma precisa: «Non ne abbiamo ancora discusso con Fratelli d’Italia, arriveremo insieme a una soluzione congiunta».

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