Conferme, colpacci e campagne smart: la rivincita del centrosinistra nell’Alto Milanese

LEGNANO – Si conferma a Cuggiono. Sbanca a Magnago. Strappa al centrodestra una delle sue roccaforti del territorio, Parabiago. E a Legnano va al ballottaggio da una posizione di forza. È il centrosinistra il vincitore delle Amministrative nell’Alto Milanese. E non basta la bassa affluenza alle urne per giustificare i risultati mortificanti del fronte opposto: il centrodestra qua non convince, là si divide spianando la strada agli avversari, in un comune paga scelte rivelatesi infelici sul candidato sindaco mentre in un altro raggiunge un risultato ben sotto le attese. Chiaro che qualcosa non va, anzi molto.

Fra la gente o lontano da essa

Prendete Parabiago. Ci sono foto che spiegano più di tante parole: quella qui sopra è una di esse. È stata postata sui social locali da un sostenitore di Giacomo Sartori, neosindaco – a sorpresa – di Parabiago. Sopra, c’è proprio Sartori che parla alla gente, davanti alla sua sede elettorale: gente comune, che è in strada, e lo ascolta. Ci sono uomini e donne, anziani e meno anziani, manca solo una mamma col passeggino per un aggiornamento del “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo. Un sindaco tra la gente, per la gente.

Sotto, una delle foto-simbolo della campagna elettorale della rivale di Sartori, Marica Slavazza: la sfilata di potenti dei partiti che la sostenevano, replicata dal centrodestra in tutte le sedi e le occasioni possibili. Il messaggio voluto è: noi abbiamo gli agganci, dalla Regione a Roma fino all’Europa, siamo nelle stanze dei bottoni, votate il nostro candidato e i vostri problemi e desideri troveranno risposta. Ma siamo sicuri che queste esibizioni di muscolarità politico-istituzionale paghino? A vedere i risultati di ieri, no.

Meglio non farli vedere in giro, i signori del potere invisi a molti indipendentemente dall’appartenenza partitica. È quello che devono aver pensato nel centrosinistra, dove di sfilate simili nel Legnanese non se n’è vista una. Anzi, c’è chi – come lo stesso Sartori – ha giocato la sua partita senza volere alcun simbolo di partito sulla scheda. Le sue saranno liste mascherate, dove i partiti e i loro uomini ci sono lo stesso; però si mostrano civiche, diverse, “pure”.

Due modi opposti di presentarsi

E poi ci sono i modi di fare la campagna. Potranno risultare ipocrite o irritanti, magari anche un po’ paracule, ma le feste messe in campo qua e là nella parte sinistra dello schieramento politico hanno ripagato. Altro che comizi dal palco o discorsi al gazebo: arancioni & C. hanno fatto happening, apparecchiando sorrisi e stuzzichini, tra un gelato offerto e palloncini colorati. Radice, per dirne una, ha presentato lista, programma e alleati al chiosco di un parco, in un bel pomeriggio di sole. Volete mettere con partiti, come successo a Legnano e a Parabiago, che affittano location esclusive per pochi intimi?

Per presentare i suoi candidati al consiglio comunale, Forza Italia di Legnano ha scelto un aperitivo in una villa da eventi di prestigio immersa nei boschi fuori dall’abitato di Castellanza (Castellanza, neanche Legnano!). Un evento “chiuso”, quasi riservato, per addetti ai lavori a rimarcare le distanze anziché ad accorciarle, che così difficilmente può cattivare simpatie, leggasi voti. E in definitiva plumbeo come le giacche ostentate dai potenti nelle foto di gruppo, forse un tantino superate in un’epoca in cui il primo avversario da battere è l’astensionismo figlio del diffuso rigetto della politica.

Elezioni Legnano 2026: Radice davanti ad Almici verso il ballottaggio. Toia al 10%

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