VARESE – “La separazione tra Pallacanestro Varese e Academy è stata un’occasione persa per tutti: giocatori di 2.20 metri come Suigo e Seini avrebbero potuto giocare alla Itelyum Arena”. Fabio Colombo, amministratore delegato della Academy del patron Gianfranco Ponti, torna su quella che definisce “una ferita ancora aperta per il basket cittadino”. E rivela particolari rimasti sinora inediti di quel doloroso divorzio. Compreso un passaggio in tribunale.
Colombo, sono passati 4 anni dalla separazione tra Pallacanestro Varese e Academy
Si. Per volere di Pallacanestro Varese le nostre strade si sono divise e ciascuno ha preso la propria.
Rimpianti?
Noi non abbiamo niente da rimproverarci. Nel 2017 Claudio Coldebella (all’epoca general manager varesino) ci aveva accolto a braccia aperte, perché avremmo sgravato una società allora in difficoltà economica da un costo importante. E in più assicuravamo un progetto all’avanguardia per il settore giovanile: un mix di atleti locali e di altre regioni italiane con l’aggiunta di alcuni talenti internazionali. Gianfranco Ponti assicurava le risorse finanziarie per creare giocatori per la serie A di Varese.
E poi?
Abbiamo lavorato con Coldebella e Conti per 4 anni formando talenti molto interessanti. Abbiamo vinto dopo molti anni un titolo italiano giovanile. Nel 2021 Pallacanestro Varese ha deciso di uscire dal contratto con Academy. Luis Scola ci propose di lavorare insieme come meri finanziatori, escludendoci dalla gestione. Non abbiamo accettato.
Un’uscita con tanto di coda dolorosa. Un epilogo arrivato alla corte federale. E’ vero?
Sì. C’è stato un lodo arbitrale Fip nell’agosto 2024, che ha dato pienamente ragione ad Academy.
Per quale motivo?
Academy si è rivolta alla Fip perché, nonostante il contratto stipulato, Pallacanestro Varese non voleva corrispondere i parametri dei giocatori cresciuti nel nostro settore giovanile e che non giocavano in serie A a Varese. Il tribunale sportivo ha dato ragione ad Academy su tutta la linea e Pallacanestro Varese si è dovuta adeguare. E’ stata una coda spiacevole, ma vorrei che il discorso rimanesse in un ambito sportivo.
Come giudica la decisione di Pallacanestro Varese di interrompere la collaborazione?
Dividendo il progetto comune sono convinto che Varese abbia perso un’enorme opportunità. Basti pensare ai giocatori cresciuti sotto la nostra gestione. Cito Matteo Librizzi, Nicolò Virginio e Mauro Villa, tutti in prima squadra. E ancora, Parravicini, Zaho, Bottelli. Oltre a tanti altri. E poi Varese si è lasciata sfuggire 3 ragazzi che giocheranno al di là dell’oceano.
Suigo, Seini ed Ewanke?
Esatto. Suigo e Seini sono due ragazzi di 2.20 metri di altezza. Ewanke si prepara ad andare negli Usa. Seini è stato chiamato in NCAA a West Virginia dopo un anno di Prep School.
Suigo si è dichiarato eleggibile per la NBA. Le previsioni di ESPN lo ha inserito al 32° posto del Draft
E noi auguriamo a Luigi di essere chiamato con una scelta alta per andare subito tra i professionisti americani. Ci rammarichiamo perché questi ragazzi avrebbero potuto giocare qui. E poi seguire il loro talento, com’è giusto che sia.
Da fuori qual è il giudizio sul progetto giovanile di Scola?
Non mi permetto di dare giudizi su nessuno. Però mi sembra che Scola abbia ripreso la strada che avevamo incominciato prima del suo arrivo. Con un dettaglio non trascurabile. Ha perso 4 anni. Questo è un peccato.
E invece come sta la Academy?
Direi molto bene. Facciamo crescere i ragazzi puntando su ottimi allenatori che li formano. I risultati ci confortano nelle nostre scelte. Coltiviamo i talenti.
Un rammarico?
Varese è la mia città. Qui ho iniziato la mia carriera professionistica in serie A. Qui è nato il progetto Academy. Avrei preferito continuare a lavorare per crescere talenti da affidare a Pallacanestro Varese.
Luigi Suigo, da Tradate a Milano. Con il sogno NBA nella valigia
