Basket, scudetto Virtus: Achi, Toko, Beli, Dusko e… Varese

Virtus Bologna scudetto basket

BOLOGNA La Virtus Segafredo Bologna ha vinto lo scudetto del basket 2024/2025. Le V nere hanno battuto in 3 partite la Germani Brescia dell’ex capitano varesino Giancarlo Ferrero.

Virtus Bologna: sorrisi e campioni

Per la V nere è il 17° titolo italiano della sua storia, il 10° da quando esiste la formula dei playoff (1976/1977), mentre la prima coccarda risale all’annata 1945/1946. Dopo 3 anni di digiuno, sempre sconfitta in finale da Milano, la Virtus torna ad alzare il trofeo della serie A. Nell’albo d’oro i felsinei sono alle spalle dell’Olimpia (31 scudetti). Questo è il 7° trofeo dell’era Zanetti, che da pochi giorni è rientrato in possesso del 100% delle quote societarie: scudetto 2021, tre Supercoppe Italiane (2021, 2022, 2023), la Basketball Champions League (2019) ed Eurocup (2022). Più la vittoria in A-2 e della Supercoppa di A-2. Al di là della fredda cronaca e della statistica, andiamo a leggere alcune “storie nella storia” dei campioni d’Italia.

Achille Polonara

La dedica della Virtus Segafredo Bologna e di tutto il basket italiano è per Achille Polonara. I compagni sono andati al Sant’Orsola per portare la coppa dei campioni d’Italia al compagno ricoverato per una leucemia. Al PalaLeonessa il tifo era solo e soltanto per Achille. “Questa vittoria è per te Achi” le parole di capitan Belinelli e di Shengelia.

Toko Shengelia

Il dominatore di questa finale scudetto. Toko Shenghelia ha portato la coppa alla Virtus Segafredo: ora volerà a Barcellona, avendo accettato una “offerta irrinunciabile” (per dirla con il patron Zanetti). Il campione georgiano lascia Bologna mettendo però la firma del campionissimo: 105 di valutazione nelle 3 gare di finale contro Brescia (35 di media). Il punto esclamativo al PalaLeonessa: 46 di valutazione (miglior prestazione di sempre in maglia Virtus) segnando 31 punti con 4/4 nelle triple, 7/8 da 2 e 5/5 ai liberi. Il 46 di valutazione è la miglior prestazione di un giocatore di Bologna nelle finali scudetto (il precedente era il 44 di Danilovic nel 1994 contro la Scavolini Pesaro). Nella hit parade della Virtus la prestazione di Shengelia (46) è al quinto posto di sempre per valutazione assoluta dietro a Micheal Ray Richardson (52), Sasha Danilovic (50), Manu Ginobili (49) e Gianni Bertolotti (47). Mostruoso.

Marco Belinelli

Quella del PalaLeonessa è stata la the last dance di Marco Belinelli. Il campionissimo di San Giovanni in Persiceto appenderà le scarpette al chiodo. Manca ancora l’ufficialità, ma le parole del Beli nel post partita e lo spoiler del patron Zanetti hanno reso pubblico quello che già si sussurrava nell’ambiente.

Dusko Ivanovic

Sul successo della c’è indiscutibilmente la firma di Dusko Ivanovic. L’allenatore montenegrino ha rivoltato come un guanto la squadra, facendo scelte difficili, ottimizzando le risolse umane e asciugando le rotazioni. Una Eurolega molto deludente aveva aperto mille dubbi tra i “maigoduti” bolognesi e diecimila spifferi sotto i portici delle Due Torri. Il patron Zanetti, allora, ha ribaltato la situazione affidando una barca alla deriva al “vecchio pirata” Ivanovic (copyright del tifoso vip Pierferdinando Casini). I fatti gli hanno dato ragione. E il Dusko dal codino mefistofelico ha vinto ancora una volta. Per lui 8 titoli nazionali da capo allenatore in 4 campionati differenti: 3 in Spagna con il Baskonia, 3 in Svizzera con il Friburgo, 1 in Francia con il Limoges e 1 in Italia con la Virtus. Non solo. Ivanovic è diventato il primo allenatore nella storia a conquistare lo scudetto da coach subentrato a stagione in corso. Successo da esordiente in panchina in Italia come Terry Driscoll (Virtus Bologna), Sergio Scariolo (Scavolini Pesaro), David Blatt (Benetton Treviso) e Simone Pianigiani (Montepaschi Siena). C’è un link che lega Ivanovic a Varese. Il coach montenegrino al Baskonia fu il mentore dal punto di vista umano e sportivo di Luis Scola (“Dusko mi ha aiutato moltissimo, ho imparato molto, sono cresciuto in tante cose, sono evoluto come giocatore” le parole di El General). Tornato al Tau Victoria (attuale Baskonia) dal Gijòn, Scola doveva essere la riserva del connazionale Fabricio Oberto. Invece Ivanovic credette in lui e lo utilizzò con continuità, lanciando di fatto l’attuale amministratore delegato di Varese verso una carriera a dir poco leggendaria.

…e la Pallacanestro Varese

Abbiamo parlato del link tra Luis Scola e Dusko Ivanovic, ok. Ma cosa c’entra la Pallacanestro Varese nel successo della Virtus? Centra, centra. Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo. Itelyum Arena, domenica 10 novembre 2024. Una Openjobmetis in enorme difficoltà (una sola vittoria in campionato e Nico Mannion scappato a Milano) fa saltare il banco. Alla prima da capitano, Matteo Librizzi firma una prestazione straordinaria: 28 punti in 32’, con 3/5 da 2, 5/7 da 3, 7/8 ai liberi, 3 recuperi, 8 falli subiti, 9 assist e 40 di valutazione. Il debuttante Elisèe Assui segna 5 punti in faccia a Shengelia. Herman Mandole si prende la sua soddisfazione davanti ai primi sibili provenienti dagli spazientiti tifosi di Masnago.

Miracolo a Masnago: “Facundo” Librizzi guida la OJM, Virtus k.o. (104-95)

Staffetta A Masnago (o giù di lì): Banchi out, Ivanovic in

A Varese la panchina di Luca Banchi incomincia a scricchiolare. Il cambio in panchina arriva un mesetto dopo. Il 5 dicembre la Virtus annuncia la firma di Dusko Ivanovic fino al termine della stagione. I “maigoduti” bolognesi non possono saperlo, ma da quel momento incomincia la rincorsa di Belinelli e compagni verso il tricolore. Con la complicità (inconsapevole) di Varese, che sega la panchina di Banchi e apre di fatto l’era Ivanovic.

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