I mondiali attorno al calcio: sport, soldi e potere

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Messico-Sudafrica: è la partita che, nel glorioso stadio Azteca, dà il via alla Coppa del Mondo Fifa 2026. Benvenuti al Mondiale di calcio anche se la definizione migliore sarebbe i “mondiali attorno al calcio”. Perché tra Messico, Canada e Stati Uniti ci saranno due tornei legati tra loro: uno è quello di calcio tra le migliori 48 nazionali del pianeta; l’altro politico, sociale, economico. Sport, soldi e potere. Anzi, più soldi e potere che sport. Il calcio diventa, stavolta più che mai, un pretesto. Un calcio, inoltre, più per le élite, per un club esclusivo, che per la gente. 

POLITICA

Le figure chiave – più i fenomeni come Lamine, Mbappé, Ronaldo o Messi  – sono Gianni Infantino (il presidente della Fifa) e Donald Trump. I due sono amici tanto che Infantino, nei mesi scorsi ha consegnato un «Premio della Pace della Fifa». Una ricompensa, a suo modo di vedere, per la delusione che il presidente Usa ha avuto per non avere ricevuto il Nobel per la pace alla quale si era autocandidato. Trump, che è bene ricordare, ha contribuito all’accordo per lo stop ai bombardamenti israeliani su Gaza  ma, in poco più di anno dall’inizio del suo secondo mandato, ha fatto piovere bombe su Somalia, Iraq, Yemen, Iran, Mar dei Caraibi, Siria, Nigeria, Venezuela e di nuovo Iran Paese con il quale prosegue la guerra.

Situazione assai complicata, soprattutto per gli iraniani. Infantino così si è prodigato per porre almeno un rimedio parziale spostando il campo base della squadra mediorientale dall’Arizona al Messico. Resta il problema delle partite visto che l’Iran giocherà con la Nuova Zelanda e Belgio a Los Angeles, con l’Egitto a Seattle. La delegazione dovrà quindi entrare e uscire dagli Stati Uniti per ogni partita. Non è difficile ipotizzare che il problema sarà enorme visto che già il visto d’ingresso è stato negato a 14 membri della delegazione incluso il presidente della federazione Mehdi Taj. Riecco Infatino, nel 2017, a proposito della candidatura Usa: «È ovvio che quando si tratta delle partite della Fifa, ogni team con i fan e i funzionari, dovrà avere accesso al Paese, altrimenti non è la Coppa del Mondo».

I problemi all’ingresso non riguardano però solo gli iraniani. All’arbitro somalo Omar Artan, premiato come migliore in tutta l’Africa, è stato negato l’ingresso nonostante avesse un visto diplomatico, dopo un interrogatorio di 11 ore e qualcun’altra passata in cella, sulla politica in Somalia e sul gruppo militante Al Shabab. Eppure il suo era solo un caso di omonimia con un leader del gruppo militare. La Somalia, tra l’altro, è uno dei Paesi sulla blacklist di Trump, che nei mesi scorsi ha definito i suoi immigrati “spazzatura”. L’attaccante iracheno Aymen Hussein è stato interrogato per 7 ore in aeroporto ma ha ottenuto il via libera; rispedito a casa il fotografo della squadra. Poi, come è successo a Senegal e Uzbekistan, perquisizioni ultra minuziose. 

SOLDI
La Coppa del Mondo muove davvero un mare di soldi: oltre 10 miliardi di dollari. L’Olimpiade di Parigi ne ha incassati la metà, il Mondiale 2022 incassò 6,3 miliardi. Potere del format extralarge visto che per la prima volta si passa da 32 a 48 Paesi (quindi da 64 a 104 partite, significano più introiti ma anche più federazioni “amiche” al prossimo congresso Fifa a favore di Infantino) ma anche dei prezzi folli che ruotano attorno alla manifestazione. Il Financial Times sostiene che i biglietti costino in media cinque volte di più che in Qatar nel 2022 e la Fifa guadagnerà circa 3 miliardi di dollari in biglietti, il triplo di quattro anni fa. I tagliandi più economici per la finale in New Jersey costano oltre 4000 dollari. Ovviamente a queste cifre folli si è  adeguato tutto il rutilante mondo attorno. I costi dei trasporti per lo stadio sono in alcuni casi aumentati dell’800 per cento. Con costi organizzativi stimati in 3,8 miliardi, nelle casse della Fifa dovrebbero entrare almeno 6 miliardi di dollari.

Stellare anche il valore di mercato delle rose. In totale, secondo il sito specializzato Transfermarkt, i 1.248 giocatori in lista valgono 13 miliardi di euro. Il giocatore più caro è lo spagnolo Lamine Yaman con un valore di mercato di 292 milioni. Dopo di lui Mbappé che vale 221 milioni. La nazione più cara è la Francia quotata 1,6 miliardi, davanti alla Spagna (1,5). Francia, Spagna, Inghilterra, Germania e Portogallo, ovvero le cinque nazionali più quotate, valgono complessivamente 6,5 miliardi: la metà del valore totale  delle 48 partecipanti. Giordania e Qatar valgono 19 milioni.

IL CALCIO

Però si giocherà anche a calcio. Alla seconda fase passano le prime due di ogni girone (12) e le otto migliori terze. Su 48 partecipanti, dopo ben 72 partite, ne vengono eliminate solo 16. Per le squadre più importanti è quasi nullo (poi l’Italia insegna che nulla è impossibile) il rischio di venire eliminati. Questo consente ai vari c.t. un uso cauto di giocatori in condizioni particolari per averli al top nelle fasi successive. 

Non bisogna infatti dimenticare che si prospettano condizioni climatiche assai complicate. Il clima a Vancouver è fresco e assai diverso da quello di Guadalajara (a 1.000 metri di quota) o da quello di Miami. Ne conseguiranno, per gli atleti, difficoltà di adattamento. In diverse città (Kansas City, Atlanta e Miami) la temperatura sarà ben oltre i 30 gradi. Sono previsti due intervalli di 3 minuti per tempo per rinfrescarsi. Un gruppo di esperti del New Weather Institute e dalla rete Cool Down Sport for Climate Action, hanno avvertito che queste pause sono “troppo brevi per avere un impatto significativo sulla reidratazione e sul raffreddamento del corpo”. Ma sono perfette per trasmettere costosissimi spot pubblicitari. Infatti gli intervalli ci saranno a prescindere dalle condizioni meteo. Poi potrebbero influenzare anche lo svolgimento tattico della gara, spezzarne il ritmo. Ma questo pare non conti. 

Mondiali che avranno anche otto novità regolamentari. Tra queste, il Var in caso di seconda ammonizione;  la pausa obbligatoria di un minuto per il giocatore infortunatosi in campo e i 10 secondi al massimo per uscire quando si è sostituiti (anche qui si deve attendere un minuto). 

Favorita per la vittoria finale? Argentina con subito a ridosso Francia, Brasile e Spagna. Debutta l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro. È uno dei tre c.t. italiani insieme con Ancelotti (Brasile) e Montella (Turchia). Esordio mondiale anche per Capo Verde, Giordania e Curaçao.

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